Ravenna Festival 2017. Musica e Rivoluzione.

Arte e Rivoluzione

Si è aperta alla fine di maggio la 28 esima edizione del Ravenna Festival dal titolo Il rumore del tempo, dedicata quest’anno al rapporto tra intellettuale e potere e ispirata alla Rivoluzione Russa del 1917. Il titolo si riferisce all’omonimo romanzo di Julian Barnes, dedicato al compositore Dmitrij Sostakovic –che fu bollato come “nemico del popolo” da Stalin- oltre che alla raccolta di prose brevi di Mandel’stam. I “dieci giorni che sconvolsero il mondo” furono occasione di svolte radicali anche in ambito creativo; dalle macerie del crollo dell’impero zarista si sprigionarono forze esplosive, linguaggi artistici innovativi che segnarono l’epoca moderna.

Il Festival ripercorre la sfolgorante stagione della Rivoluzione Russa, allargandosi a tutte le “Rivoluzioni in musica” con una serie di concerti e spettacoli nelle chiese più belle delle città, iscritte nella lista del patrimonio Mondiale Unesco, e in altre location di grande impatto visivo.

Un festival eclettico

Il festival è un appuntamento importante per Ravenna, tanto che ormai è entrato a far parte della sua tradizione. Nato nel 1990 dall’iniziativa di una ravennate, Maria Cristina Mazzavilani, moglie del direttore d’orchestra Riccardo Muti, si fregia di un insieme di eventi di alto livello, caratterizzati da un notevole eclettismo. I programmi del Festival in effetti hanno previsto nel tempo non solo concerti di sinfonie classiche ed opera, ma anche musica jazz, etnica, elettronica, oltre ad eventi teatrali, cinematografici e artistici.

Tra maggio e luglio anche quest’anno, dunque, sono previsti spettacoli di diverso genere nella superba cornice del ricco patrimonio architettonico di Ravenna. La scelta sul menù è veramente grande, tra danza, musica, cinema e teatro; ecco alcuni degli eventi più interessanti.

-Sinfonie e utopie

Non c’è che l’imbarazzo della scelta: nel programma della sezione musica si trovano nomi quali Franz Joseph Haydn, Angelo Corelli o El Lissitzky. Atmosfere magiche attendono i visitatori a San Vitale, la più orientale delle basiliche ravennati, all’ora dei Vespri (Vespri a San Vitale fino al 2 luglio): musica sacra, cori polifonici e la magnificenza dei mosaici a fare da sfondo.

Le arie di Giuseppe Verdi e la direzione di Riccardo Muti fanno di sabato 8 luglio una data del Festival molto richiesta; il maestro dirigerà al Pala de Andrè l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e importanti musicisti iraniani, per il progetto Le Vie dell’Amicizia. A Sant’Apollinare in Classe si esibirà invece il coro maschile di voci bianche e giovani della Cattedrale di Helsinki (18 giugno). Lo spettacolo di ErosAntEros 1917– in prima assoluta il 28 giugno al Teatro Alighieri- utilizza video, versi e musica per ricordare l’utopia della Rivoluzione.

-Avanguardie, cinema e Rivoluzione

Il visitatore può immergersi nelle atmosfere frizzanti di inizio Novecento, con i versi futuristi di Marinetti al Teatro Alighieri, dove è ospitato lo spettacolo di danza Uccidiamo il chiar di Luna. Al palazzo dei congressi invece si può assistere alla visione di uno dei capolavori del cinema espressionista tedesco, Il gabinetto del dottor Caligari (3 giugno). La rassegna cinematografica Musica e Cinema propone altri spettacoli da non perdere, come La Passion de Jeanne d’Arc (1 luglio) di Carl Theodor Dreyer alla Basilica di San Francesco, accompagnato dal quartetto inglese Orlando Consort.

-Festival al Mar

Il Museo d’Arte della città viene coinvolto per la prima volta nel Festival. Oltre alle sue collezioni  permanenti, dove spicca la scultura funebre di Guidarello Guidarelli, si può ammirare fino al 11 luglio la mostra di Lelli e Masotti, un interessante mix di musiche e scatti in bianco e nero.

-Dante Alighieri

Ravenna è conosciuta nel mondo come la città dove riposa Dante Alighieri e, avvicinandosi l’anniversario del settimo centenario dalla sua morte, gli ultimi Festival hanno intensificato gli eventi a tema. Il visitatore interessato alla memoria dantesca in questo periodo può visitare la tomba del poeta ed il suo museo, abbinando all’itinerario uno spettacolo itinerante molto originale e ricco d’emozioni. I primi tre canti dell’Inferno vengono messi in scena dal 25 maggio al 3 luglio da Marco Martinelli e Ermanna Montanari; lo spettacolo (a posti limitati) invade le strade di Ravenna, partendo dalla tomba di Dante fino ad arrivare al Teatro Rasi, in bilico tra la sacra rappresentazione medievale ed il teatro rivoluzionario di massa di Majakóvskij. “Ricordati di me che sono la Pia”, uno spettacolo che fa parte del progetto Giovani artisti per Dante, è incentrato sulla figura di Pia de Tolomei e sarà ospitato a giugno negli antichi Chiostri Francescani (1 – 7 giugno).

-India

Come una matrioska russa, dentro al Festival se ne nasconde un altro. Il fine settimana del Darbar (22-24 giugno) avvolgerà gli spettatori nei colori caldi e nelle originali sonorità dell’India. Il Darbar è il più importante festival di musica classica indiana al di fuori dell’India e sarà accompagnato da eventi a tema, come alcune sessioni di yoga. Da non perdere Junun (2 giugno, Pala de Andrè), il progetto firmato dal chitarrista dei Radiohead, Jonny Greenwood.

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