Audible #2: la scrittrice geniale

Il made in Italy che ha affascinato il mondo

In questo post proseguo le mie recensioni degli audiolibri Audible, allontanandomi per un po’ dalla letteratura di viaggio.

La tetralogia di Elena Ferrante, inaugurata con L’amica geniale, mi aveva suscitato sin da subito una certa antipatia, come mi capita di solito coi romanzi contemporanei di cui si parla troppo… Senza prendermi la briga di leggerlo, data la pittoresca ambientazione napoletana, lo avevo incasellato come il classico romanzo-cartolina, un racconto ben impacchettato dalla casa editrice per soddisfare le esigenze di un pubblico affamato di colore locale. Lo immaginavo infarcito di termini dialettali e di stereotipi, ritratto di un’ Italietta dipinta nei colori della favola meridionale.

Poi, grazie l’abbonamento di Audible in prova gratuita per l’estate, mi sono decisa ad ascoltare l’inizio del primo romanzo della serie, tanto non mi costava nulla; ho concesso quindi una decina di minuti alla narrazione di Anna Bonaiuto, che con la sua voce roca e potente, mi ha introdotta al racconto. E, poco dopo, ne ero diventata schiava. Cosa mi ero persa!

La storia di Lila e di Lenù – i soprannomi dei personaggi principali Raffaella Cerullo ed Elena Greco- mi ha intrigata in modo graduale ma inesorabile. Le due bambine appartenevano alla Napoli degradata e feroce, quella dei rioni sporchi e maleodoranti, dei camorristi e della povertà più nera. E’ stata la loro personalità ad attirarmi e l’intrico speciale del loro rapporto: desideravo sapere a tutti i costi cosa ne sarebbe stato di quelle due bambine, così diverse eppure tanto legate. La scrittura calda ed avvolgente dell’autrice ha fatto il resto. E così, giorno dopo giorno, ho ascoltato l’intera saga messa a punto dalla Ferrante.

L’amica geniale, Storia del Nuovo Cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta: questi i titoli che segnano i grandi capitoli della parabola napoletana pubblicati dalla casa editrice E/O tra il 2011 e il 2014.

La vicenda, che è innanzitutto una storia d’amicizia, un’amicizia “splendida e tenebrosa”, come la definisce la stessa Elena nell’ultimo libro della serie, si svolge sullo sfondo dei rioni di Napoli.

Il libro si apre nella fase finale del rapporto tra le due protagoniste: siamo nel 2010 e l’ormai anziana Elena Greco ha notizia della sparizione della sua vecchia amica Lila. Con un lungo flashback, comincia a raccontare del suo complesso rapporto con lei, tornando indietro nel tempo. Dagli anni Cinquanta sino ad oggi, l’io narrante ripercorre questa fondamentale relazione, che attraversa imperturbabile gli anni di infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia. Il rapporto di Lila e Lenù è l’ossatura- qualche volta fragile, altre volte più densa e forte-  sottesa al corpo delle loro esistenze; si compone di un sentimento tormentato, dove si mescolano affetto, dipendenza e competizione, qualcosa che unisce le due donne e che le guida durante gli avvenimenti più significativi della loro vita.

La loro è fin dall’inizio un’amicizia complicata, lontana da dolcezze e smancerie da femminucce. Lila e Lenù appartengono a due famiglie povere e vivono in un contesto dove regna l’ignoranza e lo squallore. E’ qui che fanno le prime esperienze, le loro piccole grandi avventure di bambine: il difficile rapporto coi maschi, le frizioni con la famiglia e la quotidianità della scuola. E soprattutto, c’è intorno a loro la violenza ottusa del rione, che plasma i volti, le parole ed i gesti della gente che vi abita.

Lila, sottile e bruttina, s’impone sull’amica grazie al suo carattere dominante; possiede uno sguardo acuto che spesso si tinge di perfidia e le sue parole sono taglienti. Lenù appare come il suo contrario, docile e bionda com’è, ed a scuola sgobba per essere la prima della classe; tuttavia, scopriamo che imita la sua amica impavida e distruttiva in tutto e per tutto, seguendola come può nelle sue audaci imprese.

Presto il racconto ci svela che Lila è una creatura dotata di un intelletto e di un carisma non comuni. E’ lei l’amica geniale, quella che in segreto divora montagne di libri e che ha sempre la risposta pronta; sa mettere a fuoco persone e situazioni con straordinario acume, mentre socchiude i suoi occhi a fessura, un tic familiare che Elena ha imparato a riconoscere. Crescendo, Lila sboccerà e al suo intelletto pronto unirà l’aspetto leggiadro di una falena, abbagliando il rione con la sua bellezza indecifrabile e rabbiosa. Grazie al continuo stimolo della sua presenza, che chiarisce obbiettivi e dinamiche, Lenù si impegnerà, riuscendo nell’obbiettivo di diventare, anche lei, geniale.

Ero voluta diventare qualcosa – ecco il punto – solo perché temevo che Lila diventasse chissà chi e io restassi indietro. Il mio diventare era diventare dentro la sua scia. Dovevo ricominciare a diventare, ma per me, da adulta, fuori di lei.

Attraverso la fatica immane dello studio, Elena riuscirà ad emanciparsi, mentre più difficile e accidentato si rivelerà il percorso di Lila. Per tutta la vita le amiche si incontreranno e scontreranno, specchio l’una dell’altra, aiutandosi nel momento del bisogno e condividendo esperienze. Il romanzo inquadra la storia delle protagoniste nella dimensione corale del rione, ritraendo la generazione che lo popola e che cresce  negli anni dell’Italia del boom economico e dei grandi cambiamenti epocali.

Il mistero dell’autrice

Elena Ferrante è un nom de plume che nasconde per motivi di privacy la vera autrice, nota anche per altri romanzi di successo, come L’amore molesto (1992) ed I giorni dell’abbandono (2002). Recentemente, a causa della fortuna de L’amica geniale, che è già diventata una pièce teatrale in Inghilterra e che presto diverrà una serie televisiva italiana, pare si sia scoperta la sua vera identità. Sui giornali si è sbandierato il nome di Anita Raja, oscura traduttrice della casa editrice l’E/O, la stessa che ha pubblicato i libri della Ferrante.

Perché tanta curiosità nei suoi riguardi? Perché la sua opera letteraria è talmente autentica ed intensa, da suggerire che si tratti di un’autobiografia. E tutti noi lettori vorremmo conoscere il vero volto di Lila e di Lenù, i personaggi che ci hanno stregato.

Che la vera autrice sia Anita Raja o un’altra, è indubbia la qualità della sua scrittura. La penna della Ferrante sa delineare situazioni complesse, tragedie e passioni, con un’elegante sobrietà,  lontana da toni aulici o melodrammatici. Nessuna pesantezza nei suoi libri, solo il piacere della lettura o, nel mio caso, dell’ascolto.

Dalle vicende e dai sentimenti particolari delle protagoniste, la scrittrice sa trarre l’essenza più profonda delle loro esperienze, mostrando al lettore l’universalità delle passioni umane, come solo i grandi scrittori sanno fare. Non a caso il Time nel 2016 ha inserito la misteriosa autrice Elena Ferrante tra le 100 persone più influenti del mondo, e cioè tra coloro che sono in grado di lasciare un segno nella vita delle persone.

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