Consigli per un viaggio negli USA: dove dormire a New York

Alberghi d’America

Dopo il primo post sui voli e Greyhound, scritto prima di partire, ora dedicherò un po’ di spazio agli alloggi scelti durante il mio viaggio di due settimane attraverso le magnifiche città di New York, Las Vegas, S.Francisco e Los Angeles.  Spero così di essere utile a che sta organizzando una spedizione negli stessi luoghi. Intanto, parto con una buona notizia: le camere d’albergo sono spaziose rispetto a quelle europee. Ad un viaggiatore solitario di solito viene data una matrimoniale, di singole non ne ho viste. Se penso a certi bugigattoli in cui ho dormito, a Copenhagen o Londra…erano grandi quanto uno sgabuzzino! Purtroppo però le camere d’hotel sono anche più care ed alle cifre che vedete quando prenotate, dovete sempre aggiungere le tasse. A chi interessa il lato spirituale del soggiorno, nel comodino troverete sempre la classica Bibbia…proprio come nei film.

Per i miei soggiorni ho scelto Booking, come da 10 anni a  questa parte. Vista la mia assiduità, mi sono guadagnata il titolo di cliente Genius, ottenendo così un piccolo sconto su alcune tariffe.

I grandi vantaggi di Booking sono la chiarezza e l’affidabilità; strumento particolarmente utile è l’opzione della cancellazione gratuita, variabile a seconda delle offerte; di solito si può cancellare la prenotazione fino a 24 h prima, cosa che ho già sperimentato più volte senza alcun addebito. In questo modo è possibile cambiare con agio l’hotel man mano che si trovano offerte più allettanti o, nel caso malaugurato che il viaggio salti, non ci sarà nessun dramma.

Airbnb sarebbe certo stato molto interessante per un assaggio di realtà locale; tuttavia comportava il saldo del conto al momento della prenotazione e un margine d’incertezza, alloggiando presso dei privati. Personalmente ho preferito spalmare le spese del viaggio in due tranches: prima il costo di voli e trasporti, sostenuto diversi mesi d’anticipo, poi quello degli alloggi, pagato in loco. L’unico svantaggio della prenotazione a cancellazione gratuita di Booking è che dovrete aumentare il limite della vostra carta di credito se partite da soli per un lungo periodo, come ho fatto io, dato che nel mese di agosto avevo più di 2000 euro da saldare. Partendo a cavallo tra due mesi, invece, avrei potuto suddividere la spesa senza dover alzare il limite della carta. Ovviamente in caso partiate in due, il problema non si porrà… certo, se entrambi avete il conto in attivo e carte di credito funzionanti!

Che quartiere scegliere per un soggiorno a New York?

Prima di partire dovete chiedervi che tipo di esperienza volete fare e cosa desiderate vedere. Vi interessa soprattutto la vita di quartiere, per immergervi nel viavai di gente like a local, tra negozi, ristoranti e bar? Oppure ad attirarvi sono gli eventi, come spettacoli, festival, o, ancora,  i musei e le gallerie d’arte? Poi calcolate anche le distanze e come percorrerle. Dopo tutte queste considerazioni potete scegliere uno dei quartieri di New York e qui cercare il vostro hotel. Non andate dietro ad un offerta finendo in un posto che non vi piace, magari lontano da ciò che v’interessa. Un soggiorno lungo almeno due settimane vi permetterà di coniugare la vita di quartiere alla visita delle attrazioni che preferite; se avete meno tempo dovrete per forza scendere a compromessi e rinunciare a qualcosa.

Io ho scelto di soggiornare a Times Square perché durante il mio primo primo viaggio nella Grande Mela avevo apprezzato la vicinanza a luoghi da sogno come il MoMA e tutto il Museum Mile, oltre che alla metropolitana. Certo non è un quartiere molto affascinante e per un soggiorno più lungo avrei optato per altre zone, come il Village o magari Bowery (tra Lower East Side, Chinatown e Little Italy), attualmente luogo super-trendy e pieno di fermento creativo. Fuori Manhattan ci sono delle buone occasioni, anche con Airbnb, come ad esempio a Brooklyn. Quest’ultima rappresenta il più popoloso dei 5 boroughs di New York e si trova nell’estremità occidentale di Long Island; il quartiere offre un’atmosfera pittoresca, le famose casette in brownstone e tutta l’autenticità che manca a Times Square. Le magnifiche viste su Manhattan sono un altro vantaggio, mentre la minor confusione permette di vivere il viaggio in modo sereno e proficuo, cosa molto apprezzabile; purtroppo se rimanete solo poche notti, vi conviene trovare una location più centrale o passerete la maggior parte del tempo sui mezzi.

Times Square

Devo confessare che questa volta Times Square mi ha davvero stressato, con le sue fiumane di turisti e  il suo caos a tutte le ore del giorno e della notte. I mega-schermi che continuamente proiettano pubblicità e trailer sono una cosa da vedere almeno una volta nella vita, ma poi se ne può tranquillamente fare a meno.

La zona pullula di negozi (grandi catene, da H&M a Sephora) e di ristoranti, molti dei quali trappole per turisti. Ho comunque apprezzato il fatto di poter raggiungere il Rockefeller Center e il MoMA a piedi. Per mangiare bene, mi sono spostata verso la vicina Hell’s Kitchen, a soli dieci minuti di cammino che, oltre ad ottimi ristoranti e rosticcerie, vanta un’aria caratteristica. Qui ho trovato il volto di New York che ero venuta a cercare: il ricamo delle scalette antincendio sulle facciate dei palazzi, i locali pieni di atmosfera, qualche giardino segreto nascosto dietro le inferriate di un cancello. Per le strade di Hell’s Kitchen la sera incrocerete molti Newyorchesi “autentici” che portano a spasso il cane o s’incontrano con gli amici davanti ai locali per cenare: finalmente non solo turisti!

Il mio hotel: Night Hotel Times Square

Il mio albergo, il Night Hotel Times Square, mi ha fornito una camera spaziosa con un letto matrimoniale e un bagno privato. La moquette purtroppo è immancabile negli hotels americani, festival dell’acaro compreso. Però per consolarmi avevo a mia disposizione anche un elegante accappatoio con lo stemmino sulla tasca (mi sentivo un po’ donna di mondo, mi mancava solo il sigaro e l’aria blasé) e una valanga di asciugamani. Inoltre c’erano anche l’asse da stiro e il ferro, utili per rinfrescare i vestiti appena usciti dalla valigia. La vista della mia camera non era eccezionale a parte la cima di qualche grattacielo, perché accanto c’era una sorta di cantiere, che, a quanto ho letto dalle precedenti recensioni, allieta il panorama ormai già da un paio d’anni.

Il soggiorno mi è costato in tutto 800 euro (sui 795 dollari per 5 notti, più le tasse)  e non era compresa nemmeno la colazione; siamo nella media di Manhattan, se non un pochino più sotto dato che ho prenotato molto in anticipo. Considerate sempre che viaggiare soli è un lusso, dato che la camera non si condivide e neanche il suo costo! Il personale dell’albergo non eran un granché, a parte la Concierge che mi ha aiutata in un paio di questioni, come la conferma della prenotazione di un’escursione.

Tra le varie pecche dell’hotel c’è la lentezza degli ascensori; se li chiamate nelle ore di punta meglio portarvi un seggiolino per l’attesa. Poi, le disattenzioni del personale. Ad esempio non ho trovato il phon in camera; alla reception mi è stato detto che c’era, solo che io non lo avevo visto, il tutto ridendomi quasi in faccia. Allora ho cercato per un’altra mezz’ora il benedetto hairdryer, che non è saltato fuori. Così il giorno dopo, spettinata e con la frangia spiaccicata sulla fronte in puro stile Hitler, ho chiesto al tizio che rifaceva le camere e lui mi ha portato il benedetto phon. Effettivamente l’asciugacapelli non c’era. Pensavano forse che in 5 notti con 40 gradi fuori -più lo smog- non mi sarei mai lavata la testa?

Infine, le prese elettriche dell’albergo erano per la maggioranza sforzate e larghe, caratteristica comune a tutti gli alberghi e motel d’America, tanto che sostenevano a fatica gli adattatori che mi ero portata. Per risolvere ho comprato un carica batteria in zona e ho utilizzato con l’adattatore l’unica presa funzionante.

Gli aspetti positivi del Night Hotel Times Square erano sicuramente la centralità e il fatto che per raggiungere i luoghi d’interesse di Manhattan c’erano molte alternative, dalla metropolitana agli autobus, ai taxi. Infine, lo consiglierei questo hotel? Ni!Mi ero trovata meglio all’Hotel Edison, in stile decò e sempre zona Times Square; i prezzi però erano un po’ più alti. La prossima volta certamente cambierei il quartiere, e poi magari mi sposterei con Uber, con Lift o con Via (quest’ultimo opera solo in zona Manhattan) nel caso in cui la metro non sia vicina. Se al contrario amate la vivacità incessante e chiassosa di Times Square, gli Starbucks, i McDonald’s, gli stores monomarca, allora questo quartiere fa per voi.

 

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