E’ Oriente, Paolo Rumiz

Sono istantanee impressioniste e tattili quelle di Paolo Rumiz, che ruotano intorno al tema carico di suggestioni che è l’Oriente, un luogo sentito con forza, vissuto, assaggiato poco a poco; sulla bici con il figlio da Trieste a Vienna, in treno da Berlino a Istambul, navigando sul Danubio o in auto lungo le regioni adriatiche. Assaporando passo dopo passo, pedalata dopo pedalata, la fragranza speciale di un luogo, le asperità del terreno, la dolcezza dell’aria. Rumiz predilige l’aspetto lento, quello legato ai modi del passato, più impegnativi certo, ma anche più autentici: la scoperta via terra, il passaggio crepuscolare di confini, col mutare graduale di paesaggi e persone. Solo così l’anima del luogo, gli odori, le chiacchiere della gente ed i saliscendi della strada possono svelarsi con pienezza e forza, e l’avventura s’imprime più a fondo, nei ricordi e nell’anima, che nel caso di Rumiz si avvicina a quella del poeta.

Perno essenziale e luminoso di questo romantico vagare, pieno di poesia e lucidità, è Trieste, la porta italiana verso l’Oriente e luogo d’origine del giornalista inviato della“Repubblica”, autore di questa raccolta di viaggi. Le suggestioni di panorami nuovi e improvvisi ad una svolta della strada, i personaggi stravaganti, i profumi dei cibi e della terra; tutto ci scorre davanti come tanti spaccati di questo Oriente che, come uno spettro, si sta dileguando tra le nebbie della nuova era, post cortina di ferro, dove tutto si trasforma inseguendo il miraggio ansioso del cambiamento veloce, del guadagno, dell’Occidente, come svela lo sguardo disincantato di Rumiz. Un Oriente che l’Europa non conosce più o non vuole conoscere, ormai declassato a banale Est.

Per citare le parole dell’autore “Ma l’Oriente era un portale che schiudeva mondi nuovi, l’Est è un reticolato che esclude.”

E’ Oriente

 Paolo Rumiz

 Feltrinelli 2003

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