Nelle terre estreme, Jon Krakauer

Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.

Lettera di Chris McCandless a Ronald Franz

La vicenda immortalata per il grande pubblico dal film di Sean Pean, Into the wild (2007), nasce qui, dalle ricerche che Jon Krakauer ha fatto sulla storia di Chris McCandless, un ventenne di buona famiglia che si avventurò nel 1992 tra i selvaggi e inospitali spazi dell’Alaska per non fare più ritorno. Krakauer, appassionato escursionista, quando s’imbatte nella vicenda del ragazzo ne rimane profondamente colpito, quasi ossessionato: nasce così un lungo articolo sulla rivista Outside che suscita enorme interesse. Le sue ricerche successive hanno approfondito la vicenda, facendo emergere aspetti sempre più coinvolgenti e dando origine al libro. Krakauer ha trascorso del tempo con la famiglia McCandless e con le persone che sono entrate in contatto con il ragazzo. La storia e soprattutto il suo protagonista, hanno generato delle reazioni estreme, almeno quanto i paesaggi di cui si parla.

Dopo una brillante laurea in storia e antropologia, McCadless dona in beneficenza i soldi del suo conto corrente e parte per una vita libera e vagabonda, lungo le strade dell’America. Taglia ogni contatto con la famiglia, sparisce dagli orizzonti borghesi e soffocanti del mondo in cui è cresciuto e fa un po’ di tutto, lavorando occasionalmente nei ristoranti o nelle fattorie. Poi intraprenderà la sua avventura più grande, inoltrandosi in Alaska.

Non è un profeta, Chris, ma un tolstoiano puro, un lettore avido e sognante di Thoreau, che anela ad un ideale di purezza e rinascita da trovare in natura, tornando ad uno stadio primitivo e incontaminato: una ricerca che trova le sue radici nel disgusto provocato dall’ipocrisia borghese, di cui la sua famiglia era divenuta l’emblema. Segno di questa nuova vita autonoma e più intensa è il cambio di nome: da quel momento Chris McCandless diventa Alex Supertramp, una nuova pagina, bianca, immacolata, tutta da scrivere.

Per alcuni il giovane era un moderno martire, animato da nobili ideali; secondo altri si trattava semplicemente di un narcisista viziato, che, a causa della sua ubris, sarà punito dalla natura stessa: si avventurò senza un’adeguata preparazione, privo di equipaggiamento, e questo gli costò la vita.

Una cosa è certa, però: Chris lasciò un segno sulle persone che incontrò per i suoi vagabondaggi, sia che si trattasse di un incontro breve facendo l’autostop, sia di frequentazioni più lunghe. Una delle tante persone colpite da Chris fu Ronald Franz, un uomo anziano che aveva perso la famiglia da giovane, il cui istinto paterno fu risvegliato dal ragazzo: lo avrebbe atteso invano per mesi, dopo la sua partenza per le terre estreme.
Krakauer cerca di capire,  cosa c’è dietro quest’esigenza di libertà e fa interessanti paralleli; ad esempio con un altro giovane avventuriero di ceto borghese, Everett Ruess, classe 1914, tentato romanticamente dal sentiero quanto Chris, o con le travolgenti esperienze dei primi monaci, animati da grandi ideali di purezza e autosufficienza.

Chris McCandless davanti al suo magic bus

Forse non era un monaco, né un eroe,  il ragazzo che un giorno di settembre fu trovato morto da un paio di cacciatori nello Stampede Trail, 4 mesi dopo la partenza per le terre a nord del monte McKinley. Si trovava sullo scalcinato autobus verde e bianco, abbandonato lì da decenni, che lui aveva affettuosamente soprannominato Magic Bus. Chris aveva resistito solo in Alaska, 112 giorni, cacciando e raccogliendo bacche. Di lui restano il diario, qualche fotografia che si è scattato da solo e un ultimo disperato biglietto.

Questo libro lascia dietro di sé una traccia profonda, spingendoci a riflettere sul rapporto tra l’individuo e  la natura che lo circonda, tra le regole sociali e la libertà più estrema. Una metafora che va oltre la vita del giovane McCandless, per raggiungere una dimensione universale e sconfinata.

Ho deciso che per un pò farò questa vita. Non mi riesce di rinunciare a tutta questa libertà e semplice bellezza.

Cartolina di C McCandless indirizzata a Wayne Westerberg

Nelle terre estreme, Jon Krakauer

Corbaccio 1996

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