Partenze, sogni e guide di viaggio

La misteriosa geografia dei sogni

La guida turistica in genere è il primo passo, di quel particolare percorso, sia mentale che fisico, che è il viaggio; un gesto allo stesso tempo reale e simbolico, che apre il primo capitolo di una nuova avventura.  Con il libro tra le mani inizio a pregustare la meta, ad esplorarne i misteri; sfogliandolo, tra le righe leggo i nomi delle strade e dei luoghi sconosciuti, che, so, diverranno reali durante il viaggio e familiari verso la sua fine. Inizio a focalizzarmi su nuove geografie, figurandomi gli itinerari che più si adattano alle mie esigenze. L’immaginario si nutre della parola scritta; da qui parte, tappa dopo tappa, il mio personalissimo sogno.Guide turistiche

Non credo affatto a coloro che sostengono sia meglio farsi sorprendere e non saper nulla sul luogo che si visiterà. Innanzitutto, chi abbraccia tale teoria, di solito parte coi viaggi organizzati o con un amico che si è preparato per bene, su cui poi si appoggerà a peso morto. Come si può visitare un luogo in maniera indipendente, se non ci si prepara prima? Ci sono alcune informazioni basiche che sono fondamentali da reperire, come il modo in cui raggiungere la città dall’aeroporto o dalla stazione, dove pernottare o come muoversi una volta arrivati. Oltre a ciò, in base al tipo di viaggio e di interessi, sarà importante approfondire determinati aspetti, come quelli culturali, naturalistici o magari i locali e le zone più di tendenza. Certo oggi esiste la possibilità di documentarsi anche con blog e siti turistici, per avere delle dritte interessanti, ma per me sono tutta un’altra cosa: non si può pretendere che siano esaustivi come una vera guida, che è frutto di lunghe ricerche e del lavoro diverse mani. Chi vive in un luogo e ne scrive in un blog potrà fornirci un punto di vista originale, però una guida in tasca rimane un vademecum irrinunciabile.

Per me la guida turistica ha anche un grande valore sentimentale, oltre che pratico; nel mio cuore rimane il libro dei sogni, un piccolo, semplice oggetto, che si carica di tante aspettative, di mete ideali da raggiungere, di desideri da realizzare, pagina dopo pagina. Oggi è possibile scaricare comodamente i capitoli delle guide in pdf sullo smartphone, in modo da ottimizzare la questione del peso della valigia: io lo faccio spesso. Però, a pensarci bene, quanto sono più entusiasmanti le care vecchie guide cartacee!

Pagine ruvide da sfogliare fino a consumarle, appunti e annotazioni da scrivere ai margini, immagini a cui appigliarsi e su cui sospirare…è tutto così romantico! Una volta usata, la guida se ne starà lì, nella mia libreria, a ricordarmi quell’avventura per sempre, e magari ad essere riutilizzata.

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Quale guida turistica scegliere?

In genere io mi procuro più di un testo, per farne un uso complementare. Ogni guida infatti tende a privilegiare certi aspetti del viaggio, trascurandone altri.

La Lonely planet è solitamente la base da cui parto: sempre molto aggiornate ed esaustive, facili da consultare, queste edizioni forniscono ottimi consigli in merito alle principali attrazioni di un luogo, hotel e ristoranti. Se prenoti in base ai suggerimenti Lonely, vai sempre sul sicuro. Purtroppo lo sanno in molti, ed è facile che l’albergo segnalato sia prenotato da qui alla notte dei tempi. La casa editrice australiana infatti è ormai diventata un must per i viaggiatori di tutto il mondo, per la sua affidabilità e la lettura gradevole. Dopo un inizio in stile libero ed hippy, incentrato sulle vacanze indipendenti a piccolo budget (i fondatori scrissero la prima guida intorno agli anni 70’ dopo un viaggio in Europa e Asia, raggiungendo subito il successo), la Lonely si è da anni aperta anche a soluzioni di tutti i livelli. Oggi tratta di viaggi economici, medi e più lussuosi, per molti in effetti si è un po’ svenduta… Se devo cercare dei difetti ammetto che, tolta la parte iniziale della guida che approfondisce la storia e la cultura, per il resto le singole voci non vanno troppo in profondità.

Il mio cuore in questo senso batte forte per le Routard, le guide più scapigliate ed interessanti che ci siano sul mercato. Sulle pagine di carta ruvida e porosa si approfondiscono molti aspetti del viaggio, con una speciale attenzione all’ecologia ed alla cultura. Ideali per il Backpacking, si affermano come strumenti utili e completi anche per chi sceglie un soggiorno più stabile e tradizionale. Lo stile è rilassato, accattivante ed informale; come uscire a far due chiacchiere col tuo amico più cool e divertente! L’unico difetto è che ci sono delle evidenti disparità tra le destinazioni trattate. La splendida guida di Parigi, ad esempio, è enorme, quasi come un’enciclopedia, certamente scomoda da portare con sé in viaggio, ma traboccante di informazioni e di racconti saporiti. Recentemente, però, ho acquistato la Routard di Copenaghen e Danimarca, che più o meno è grande un quarto di quella parigina; certo, le edizioni Routard con Parigi giocano in casa, visto che si tratta di edizioni francesi, ma non credo proprio che la Danimarca si esaurisca in quelle poche pagine!

Le guide Touring e Michelin dovrebbero, in teoria, essere la mia Bibbia, perché sono ricche di approfondimenti storici ed artistici, perfette quindi per il tipo di viaggio che in genere intraprendo. Purtroppo però peccano di stile: tutto è formale, impostato e, nella lettura, si scivola facilmente verso la noia, anche per un’avida lettrice (e una secchiona) come me. Per usare una metafora al femminile, è un po’ come quando ti imponi di uscire con un ometto colto e beneducato, uno con tutte le credenziali in regola sulla carta, ma poi, sommersa dagli sbadigli, perdi la testa per il ragazzaccio meno impostato e soprattuto più divertente!Guide turistiche

Le Mondadori invece sono perfette come seconda guida; dopo aver scelto un testo ricco di contenuti come ad esempio la Routard, quest’edizione si rivelerà un ottimo complemento. Il suo punto di forza è risaputo: “mostra ciò di cui parlano le altre guide”. Per me è fantastico, perché posso sfogliarle ed innamorarmi di un posto così, a prima vista; qualcosa che magari avrei scartato se non lo avessi osservato in fotografia. Mi è utile anche per orientarmi ed identificare i luoghi; molte volte ho adocchiato un edificio che avevo visto nella guida e ho capito subito in che zona mi trovavo, guadagnando del tempo prezioso. Le ricostruzioni tridimensionali di edifici offrono poi un importante opportunità per capire meglio l’architettura. Certo, ci sono delle lacune nelle informazioni generali, tuttavia ci sono alcune pagine che approfondiscono determinati argomenti o attrazioni.

Le guide Ch@twin di Rizzoli visivamente hanno un impatto molto evocativo: con il tipico aspetto da taccuino Moleskine, a suggerire il ricordo, insieme al titolo, di uno dei più leggendari viaggiatori del XX secolo, ma con quella chiocciola a metà del nome, che le proietta nel futuro dinamico e digitale di oggi. Con questo stile, che anche nelle pagine interne è molto sobrio e pulito, e con i contenuti originali, è fatta per attirare gli sguardi del lettore di nicchia, che la compra per esplorare un luogo già visitato con occhi nuovi e da angolazioni inaspettate, o in aggiunta ad una guida più tradizionale.

Le guide Rough esplorano mete classiche, ma anche itinerari meno battuti, con zone che in altri testi non sono neppure citate: anche queste per andare oltre il turismo di massa sono perfette, con un approccio fresco ed originale. Guida del Messico, National Geographic

I testi della National Geographic hanno il taglio della rivista di viaggi patinata, in cui gioca in ruolo fondamentale il sontuoso corredo fotografico. Oltre al racconto visivo originale e di grande impatto, si affianca quello dei contenuti, in un discorso fluido lontano dalla schematicità tipica delle Lonely o delle Routard, che ne fanno una lettura piacevole anche oltre l’occasione del viaggio stesso.  Io la utilizzerei a complemento di altre guide.

A ciascuno il suo

In genere più testi mi procuro, meglio mi riesce il viaggio: la conoscenza va di pari passo con la godibilità di luoghi ed itinerari. Per ciascuno di noi probabilmente esiste una guida ideale, che può variare a seconda della meta: è tutto molto soggettivo, anche per questo, quindi, occorre sperimentare più di un testo e andare oltre i consigli degli altri.  Il viaggio ben riuscito è quello preparato con cura ed attenzione, sul filo delle nostre passioni, qualcosa che è tagliato su misura per noi, come un buon abito di sartoria. Con la stessa cura, quindi, ci dobbiamo dedicare alla scelta della guida che ci accompagnerà nella nostra avventura.

Poi, una volta utilizzato in viaggio, il magico libricino si potrà prestare agli amici, oppure si userà per arredare casa: uno scaffale della libreria o una valigia vintage saranno le vetrine ideali per i nostri trofei di viaggio, ricordi indelebili e preziosi di una gustosa fetta di vita!

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