Le Valli degli Assassini, Freya Stark

Immaginiamoci le atmosfere color seppia dei primi del Novecento, tra i deserti e le vallate del Medio Oriente; in questa affascinante cornice, figuriamoci una serie di viaggi avventurosi alla ricerca di antiche tombe e di tesori nascosti, sulla scia di mappe sgualcite dal tempo ed imprecise, con la continua minaccia dei briganti, tempeste di sabbia e serpenti; infine, ecco apparire anche un carismatico esploratore, pieno d’ironia, intelligenza e coraggio. Cosa vi fa venire in mente ? I film di Indiana Jones o della Mummia? Niente di tutto ciò: l’esploratore qui è una donna, di stirpe inglese (ma con un po’ di italianità nel sangue) e di buona famiglia.Le Valli degli Assassini, Freya Stark 1934

Freya Stark (1893-1993) è la scrittrice e la protagonista in carne ed ossa di avventure favolose, così come ha sognato fin da piccola, quando sospirava sulle pagine di Mille e una notte. Non conoscevo quest’autrice straordinaria, dalla vasta cultura e dalla penna fine; a destare il mio interesse è stato Paul Theroux, che l’ha citata in un suo libro come un classico autore di viaggio. Negli anni 20’ e 30’ del secolo scorso questa signorina beneducata, invece di rimanere a casa a fare salotto ed allevare figli, si costruisce un’esistenza alternativa ed avventurosa, partendo per spedizioni in Medio Oriente e spingendosi là dove gli occidentali, né uomini né donne, si erano mai inoltrati. In quest’opera, pubblicata nel 1934, la Stark racconta della sua prima esplorazione in Persia da Baghdad fino al Luristan, nella regione del Pusht-i-Kuth e nella sperduta Valle degli Assassini.

Molti critici e commentatori riferiscono, a proposito della scrittrice, della fragile infanzia segnata dalla malattia e del brutto incidente che ne deturpò parte del viso. Questo forse per giustificare il fatto di esser rimasta zitella e di aver scelto di riempire questo vuoto con i viaggi e le spedizioni archeologiche. Mi sembra una tale ingenuità, quella di dover cercare una giustificazione all’esigenza di una vita libera e piena! Certo le sofferenze fisiche, un po’ come per Frida Kahlo, hanno accentuato e fatto sbocciare più lucidamente la sua vocazione, ma la sua sete d’avventura non si può considerare un effetto delle sue sfortune, come una sorta di ripiego. A lei piaceva viaggiare, scoprire universi sconosciuti, anche se il mondo questo non lo capiva, ma a lei non importava granché:

Personalmente credo che il mondo abbia torto, e nel mio intimo sono convinta che la migliore ragione per fare una cosa stia nel fatto che ci piace farla.

E allora seguiamo l’intraprendente Freya nelle sue spedizioni mediorientali, in cui la vediamo affrontare con grazia e disinvoltura una dimensione spesso ostile, dove la donna non è considerata in grado di pensare e muoversi da sola. Con grande spirito di adattamento, umorismo e furbizia, la Stark ribalta a suo favore ogni elemento negativo, anche quello d’essere donna, come quando si finge più stupida di quello che è. S’immerge totalmente in mondi sconosciuti fatti di regole tribali, diametralmente opposte a quelle del mondo borghese e occidentale. Per cercare l’avventura l’autrice fa grandi sacrifici, ma a cuor leggero: dorme nel sacco a pelo, viaggia sul dorso di muli e cavalli lungo sentieri impervi, guada fiumi e, soprattutto, rinuncia quotidianamente a quella privacy e a quella solitudine che stima più di un tesoro:

La solitudine, riflettei, è un profonda esigenza dello spirito umano alla quale in nostri codici non danno adeguato riconoscimento. E’ considerata una disciplina o un punizione, e quasi mai quel che è veramente, cioè un elemento indispensabile e gradevole della vita quotidiana. […]; da qui anche l’idea malata che si debba sempre fare qualcosa, come se non si potesse mai stare tranquilli mentre lo spettacolo dei burattini si svolge davanti ai nostri occhi; da qui l’incapacità di perdersi nel mistero e nelle meraviglia mentre, come un onda che ci solleva verso nuovi mari, la storia del mondo si sviluppa intorno a noi.

La valle degli Assassini

Freya Stark

2003, Guanda

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