Swinging Malmö

Malmö si merita ancora qualche parola e qualche immagine, tanto mi ha piacevolmente sorpresa. Ne ho già parlato nel mio diario di viaggio in Danimarca: in effetti è una delle tipiche escursioni che si possono fare partendo da Copenhagen, oppure un’ottima meta in sé e per sé.

Si può raggiungere direttamente in aereo con alcune compagnie come Lufthansa o SAS che atterrano al Malmö Sturup (1 scalo), anche se per ora è più agevole utilizzare l’aeroporto Kastrup Copenhagen con la Ryanair (voli diretti da Bologna, Milano Bergamo e Roma Ciampino). Io ho attraversato in treno il braccio di mare che separa Danimarca e Svezia, grazie al nuovo ponte dell’Øresund; è stata la mia prima volta in territorio svedese e mi ha lasciato la voglia di esplorare il resto del paese.  In effetti ci ho trovato quella dolcezza di vivere che sembra una caratteristica dei paesi del Sud Europa, e che forse, noi italiani, diamo un po’ per scontata. La piacevolezza dell’esistenza qui non è sinonimo di un incurante laissez -faire: al contrario, è nutrita dall’impegno ecologico ed da un grande dinamismo.

Malmö, la terza città più grande della Svezia, ha radici nel medioevo, ma è solo nel XV secolo che inizia il suo sviluppo urbano, con i ricconi della Lega Anseatica che vennero proprio qui a fare i loro commerci ed a costruirsi residenze lussuose intorno al magnifico castello. La cittadina fiorì per qualche secolo, poi finì nel dimenticatoio per parecchio tempo. Oggi è rinata e brilla di una luce nuova grazie alle atmosfere progressiste e multiculturali ed alle fantastiche aree verdi che punteggiano il suo centro. Di certo il ponte sull’Øresund ha contribuito al suo successo; il sogno di unire la penisola scandinava all’Europa continentale era nell’aria da un centinaio d’anni. Solo alle soglie del duemila si iniziò a a fare sul serio, gettando le basi per una straordinaria opera d’ingegneria civile, geniale dal punto di vista tecnico, e spettacolare a livello estetico.

Il ponte è davvero monumentale: la parte più elevata poggia su piloni alti ben 204 metri. Sopra scorre l’autostrada, al piano inferiore il tragitto ferroviario, per una tratta di circa 15 km. Il mio treno è partito dall’aeroporto Kastrup di Copenhagen ed è arrivato circa 40 minuti dopo alla stazione centrale di Malmö, per la modica cifra di 11 euro. I controlli dei documenti sono blandi e veloci, ma ci sono: portano via una manciata di minuti, altrimenti si arriverebbe in neanche mezz’ora.

La stazione centrale di Malmo

Ho passato la maggior parte del mio tempo in una particolare zona della città, dove Malmö svela il suo volto più futuristico; per gli amanti dell’architettura moderna è un luogo davvero da non perdere. Il Bo01, o Västra Hamnen, si trova ad ovest del porto ed è un progetto innovativo, nato in occasione dell’Expo europea sull’abitazione, tenutasi nel 2001. Un team di architetti internazionali si è posto l’obbiettivo di dare corpo ad un quartiere bello da guardare e da vivere, ma soprattutto sostenibile.

L’effetto è quello della città ideale del XXI secolo, con spazi verdi ed ariosi, percorsi da canali e larghi specchi d’acqua. Le case, dalle perfette geometrie scandinave, sono funzionali e luminose (in autentico stile Ikea!), grazie all’uso di grandi vetrate.

Nella zona spicca il Turning Torso, creato nel 2005 da Santiago Calatrava, che ovunque ti giri, ti ritrovi nell’orizzonte visivo. Questo gigante candido e slanciato si avvita su se stesso e sale su, su, fino a 190 metri: è il più alto edificio della Svezia. La striscia pallida della spiaggia di Ribersborg, invece, offre una piacevole passeggiata con vista sul ponte dell’ Øresund, slanciato in lontananza, tra le infinite tonalità d’azzurro di cielo e mare.

Ritornando verso il centro storico mi sono ritrovata in un meraviglioso giardino, lo Slottsträdgårdens, nato nel 1994 da un’idea di alcuni cittadini, che non erano certo giardinieri professionisti, ma che si sono dati da fare. Inaugurato quattro anni più tardi, questo parco è riuscito a diventare un’oasi d’incanto in mezzo alla città, con casette per uccelli, canali, grandi orti ed un vecchio mulino dell’800’ rimesso a nuovo.

C’è anche un delizioso caffè, con terrazze all’aperto, dove si possono gustare piatti creati con le verdure coltivate negli orti dei giardini, come un ottima zuppa di cavolo.

Lungo i canali, atmosfere rilassanti: molti praticano il kayak, mentre a passeggio, tra sentieri ombrosi e laghi popolati da cigni, ci sono le famiglie svedesi da cartolina, e non solo. La multiculturalità è evidente, tra i visi che incrocio, alcuni più mediterranei ed orientaleggianti, altri decisamente nordici. Malmö, è una città marcatamente cosmopolita, infatti le persone che abitano qui, oltre agli svedesi, provengono da 150 nazioni diverse.

Uscita dai giardini imbocco la Grynbodgatan, e sbuco in un luogo del tutto particolare, la piazza di Gustav Aldolfs Torg; un posto trafficato, principale snodo dei mezzi pubblici cittadini. Ecco allora che in questo spazio affollato e centralissimo, sul lato ovest si offre alla vista niente di meno che un cimitero antico, coi cancelli arrugginiti, grandi alberi frondosi e vecchie lapidi coperte d’edera, quasi fosse uscito da un vecchio film di paura. Noto che molti svedesi lo utilizzano per fare jogging o passeggiare con la famiglia: che strano!

Questo posto mi affascina ed entro a dare un occhiata: le tombe risalgono al XVIII e XIX secolo. Vorrei leggere le iscrizioni di ciascuna lapide, spiare ed immaginare queste vite lontane, proiettate nel cuore della vita moderna di Malmö, ma il tempo stringe. Da Gustav Aldolfs Torg, andando in direzione nord est sulla Södergatan, raggiungo la vicina Lilla Torg, un piccolo gioiellino dall’atmosfera fiabesca e tipicamente scandinava. E’ il fulcro della vita sociale cittadina, molto frequentato da turisti ed autoctoni che affollano i vari ristoranti affacciati sulla piazza. Più tardi mi spingo fino all’altra grande piazza della città vecchia, lo Stortorget coi sui edifici maestosi e secolari. Nella mia visita devo confessare di avere trascurato l’arte, andando decisamente contro alle mie abitudini, ma il sole e la temperatura primaverile mi hanno trattenuta all’aperto: la luce e la purezza dell’aria esaltavano i panorami  cittadini, evidenziando forme e colori. Un senso di pace e benessere mi è sceso addosso, come una brezza rigenerante, e mi sono goduta con calma quella fetta di cielo scandinavo, sedendomi nella terrazza di un caffè.

Certo che, per gli amanti dell’arte, la città riserva molte occasioni. Da visitare ci sarebbero stati il Malmöhus Slott ed i Malmö Museer, il complesso di musei ospitati nel castello e nelle sue vicinanze, che spaziano dall’artigianato, al materiale bellico, all’arte; oltre a questi c’è l’esperimento di un ex centrale elettrica del 1901 riconvertita a spazio museale, che oggi si chiama Moderna Museet Malmö ed ospita collezioni prestigiose, con opere di artisti del calibro di Matisse o Picasso.

Malmöhus slott, Malmo

Malmö ha tutte le carte in regola per attirare frotte di turisti, ma, fortunatamente, non ne è ancora soffocata e riesce a conservare il suo piglio unico, fatto di dinamismo e modernità, con la sua Università di recente fondazione ed la gioventù cosmopolita che gravita intorno al quartiere Bo01, come falene attirate dalla luce. Una città che fonde antico e moderno, atmosfere scandinave e internazionali, e che si proietta verso un futuro sostenibile…

e in più con quella dolce vita che, a quanto pare, non è caratteristica solo dei paesi mediterranei come il nostro..

cosa aspettate a visitarla?

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