Il lato oscuro di Cracovia: percorsi dark fai da te

Cracovia è una città incantevole, avvolta dal tradizionale fascino dell’Est, e perfetta da esplorare in modo autonomo. I frontoni barocchi delle case, i pavimenti acciottolati su cui risuona il calpestio degli zoccoli dei cavalli, la maestosità delle chiese: tutto contribuisce a dipingere il quadro di una città eterea, ammantata da un’aura gentile d’altri tempi.

Ma l’antica capitale della Polonia (non lo è più dall’inizio del 600’, quando la surclassò Varsavia) non possiede solo questa candida facciata da cartolina; dietro la sua rassicurante apparenza, si celano ben altri volti, molto più sinistri. Io l’ho visitata in inverno (qui puoi leggere il diario di viaggio completo) e, oltre alla superficie scintillante del clima natalizio, ho sentito forte il richiamo dei suoi misteri, soprattutto la sera, quando passeggiavo per le vie della città. Mentre una nebbia fredda scendeva sulle strade, sentivo il fascino sinistro di Cracovia serpeggiare tra le ombre di Stare Miasto, la Città Vecchia, o tra i vicoli dell’antico ghetto di Kazimierz. La città in effetti, se la sia ascolta, ha molte storie buie da narrare, racconti leggendari di alchimisti, vampiri e killer dalle gesta efferate. Ecco qualche spunto in questa direzione, per un percorso cracoviense a tinte dark, rigorosamente fai da te.

1. I misteri di Wavel

Sulla collina che domina la città, protesa sulle acque verdi della Vistola, incombe un’atmosfera mitica e sognante. E’ qui che palpita la storia più antica di Cracovia, tra il Castello e la Cattedrale, due luoghi simbolici di grande fascino, e, naturalmente, pieni di segreti.

La Cattedrale

Questa chiesa gotica del XIV secolo, la più importante di Polonia, potrebbe essere benissimo il set di un film dell’orrore o di un ghotic fantasy, in bilico tra Harry Potter e Nosferatu.

Le bizzarrie cominciano dal portone d’ingresso, al di sopra del quale sono appese delle ossa di balena e di mammut: la leggenda vuole che, se queste cadranno giù, il mondo finirà.

Non appena si varca la soglia della chiesa, sperando che non siano cadute le sopracitate ossa, ci si perde in un dedalo soffocante di tombe e sarcofagi. E’ frastornante la quantità di sepolture dalle fogge più diverse, alcun particolarmente teatrali, che si affastellano nella navata e nelle cappelle.

Qui furono seppelliti i reali di Polonia per secoli e le particolarità delle tombe sono riconducibili ai diversi stili di arte funeraria che si susseguirono negli anni. Tuttavia il peggio, per il visitatore, deve ancora venire; la parte più spettrale e paurosa della visita, infatti, è la discesa nella cripta reale, dove, in un’atmosfera grave e cupa degna di Edgar Allan Poe, si passeggia tra casse di ogni foggia e misura, da quelle enormi degli adulti alle minuscole, disarmanti cassettine per neonati.

Il clima di tenebra sembra riflettersi anche nelle lunghe e fosche tuniche con cappuccio, indossate dal personale: imbattersi in uno di questi pittoreschi guardiani nel glaciale silenzio della cripta, com’è successo alla sottoscritta, non è cosa da poco…

Il Castello di Wavel

Oltre alla leggenda del drago che infestava la zona, che oggi ha perso la sua carica paurosa per lasciare spazio alla fantasia ed al divertimento dei bambini (lo possono ammirare nella grotta del castello), questo luogo ha ancora molte storie oscure da raccontare.

Nella sala dei Senatori, se si punta lo sguardo verso l’alto, si possono osservare decine di teste di legno policromo che sporgono macabre dal soffitto. Tra tutte colpisce quella di una donna dalla bocca bendata: la leggenda vuole che la signora avesse avuto l’ardire di suggerire al re come comportarsi, perciò fu imbavagliata per sempre. La trentina di teste rimaste, in origine 194, furono create nella metà del 500’ da Sebastian Tauerbach e ancora oggi si discute sulla loro funzione.

Infine, nel castello operò anche un famoso alchimista, un certo Sendivogius (Lukowica,1566-Kravare, 1636) che, nei sotterranei del Wawel, proprio sotto la torre chiamata Kurza stopka, la Zampa di gallina, cercava di trovare la ricetta magica per la pietra filosofale. Si sussurra che per i suoi esperimenti usasse sangue di bambini..

2. Vampiri e altre meraviglie

Al Mercato sotterraneo, un museo multimediale e all’avanguardia situato a Rynek Glowny, ci sono molti spunti da brividi. Il percorso sotterraneo si snoda in una misteriosa penombra, illuminata da improvvisi sprazzi di luce. Ci troviamo tra gli scavi archeologici al di sotto della piazza del mercato, che ci riportano nella Cracovia medievale: un mondo inquieto e pieno di superstizioni, ben illustrato dai reperti storici e dai touch screens che supportano la visita.

E’ qui che si trova il vampiro dell’antica Cracovia; i macabri resti di un uomo accusato di vampirisimo, infatti, sono stati rinvenuti proprio in questa zona. Lo scheletro era, ed è tutt’ora, in posizione fetale, con i polsi legati, per la paura, forse, che sbucasse fuori dal suo sepolcro. Più avanti ci sono anche i crani di un paio di soldati ribelli, condannati a morte nel seicento, ed un pover’uomo operato alla testa: ha sopportato invano le sofferenze dell’intervento, ovviamente senza anestesia, ed è morto qualche giorno più tardi, tra atroci dolori.

3.Gli orrori del boia di Cracovia.

Una delle esperienze più emozionanti che offre la città è la visita all’ex fabbrica di Oskar Shindler, l’eroico imprenditore tedesco che salvò migliaia di suoi operai durante l’ultimo conflitto mondiale. La sua storia, immortalata da Spielberg nel suo Shlinder’s list, è diventata un mito e sono molti i visitatori che ogni anno vengono alla sua fabbrica nel quartiere di Podgórze.

Qui è allestito un eccellente museo, incentrato sull’occupazione nazista di Cracovia; un’esperienza multisensoriale a 360 gradi, tra effetti sonori, filmati, e allestimenti scenografici di forte impatto emotivo. Amon Goet, il boia di Cracovia, Museo Shindler, CracoviaNel percorso, tra gli innumerevoli orrori della guerra, ci sono anche le fotografie che illustrano la storia del cosiddetto Boia di Cracovia, Amon Göth (Vienna, 1908 – Cracovia, 1946).

Il militare austriaco divenne ufficiale nazista e comandante del campo di concentramento di Płaszów vicino a Cracovia. Si macchiò di delitti sanguinari e crudeltà indicibili, basti ricordare le immagini del film di Spielberg, dove Göth, interpretato da un magistrale Ralph Fiennes, spara a caso dal balcone della sua abitazione sulla folla inerme di prigionieri del campo, come fosse un passatempo divertente. Alla fine del conflitto, l’ufficiale fu processato per crimini di guerra e condannato a morte per impiccagione. La sentenza fu eseguita a Cracovia, poco lontano dal campo di Płaszów.

 

4. Sulle orme del serial killer: il fantasma di Cracovia.

In Italia non è certo famoso come Jack lo squartatore, ma Władysław Mazurkiewicz (Cracovia, 1911-Cracovia, 1957) si è dato parecchio da fare quanto a omicidi, e il suo ricordo in Polonia continua a far tremare la gente.Mazurkiewicz, il gentleman murderer o fantasma di Cracovia

Noto anche come Gentleman Murderer o il Fantasma di Cracovia, Mazurkiewicz era un raffinato dandy, che viveva tra Cracovia e Varsavia, città in cui possedeva parecchie case e appartamenti. Mantenere la sua vita di lussi costava parecchio, ragion per cui il gentleman iniziò a mietere delle vittime per impadronirsi dei loro denari. Gli omicidi, in tutto almeno una trentina, iniziarono intorno al 1940 e finirono nel 1956, quando, grazie ad un sopravvissuto, il killer fu arrestato e condannato a morte. Di solito attirava in casa le vittime offrendo loro un tè al cianuro, mentre gli assassini finali furono compiuti con un’arma da fuoco. Si era laureato nell’antica Università Jagellonica di Cracovia e aveva frequentato gli eleganti caffè della Città vecchia, dove cercava spesso le sue vittime.

La Vistola, oggi un nastro lucente solcato da sciami di cigni, un tempo era il luogo preferito dal serial killer per occultare i corpi senza vita delle sue vittime. In quella che oggi è è ulica Beliny-Prażmowskiego furono ritrovati, dopo il suo arresto, altri corpi in un garage sotterraneo. Pare che le sue ultime parole prima di morire furono degne della sua terribile fama:  “Addio, signori, presto ci incontreremo lì!” 

Quanti misteri oscuri giacciono ancora, seppelliti dietro la facciata smagliante e benevola di Cracovia? Di certo molti altri, non resta che partire per scoprirlo…

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