No baggage: un solo vestito, otto nazioni e un compagno di viaggio appena incontrato

 

Trovarsi in un aeroporto senza bagagli somiglia un sacco a quei sogni dove vai a una festa e quando sei lì ti accorgi di essere l’unico che si è scordato di vestirsi per l’occasione. Nuda, ecco come mi sentivo. Senza un’ancora. Senza peso. Non ho niente. Non abbiamo niente. E quella sensazione di vuoto mi faceva girare la testa.

Zero bagagli, un solo vestito (verde), 8 nazioni, tre settimane di viaggio e un compagno appena conosciuto online. Questa la formula che ha fatto diventare una scrittrice pubblicata Clara Bensen, una ragazza texana neolaureata e lavoratrice precaria. Non solo, ora si parla anche di farne un film. Tutto è partito dal suo articolo “L’appuntamento online più pazzo del mondo” che in rete, su Salon.com, è stato letto da mezzo milione di persone, colpite dall’impostazione particolare dell’esperienza; un approccio innovativo ed accattivante al viaggio, fuori dagli schemi. Questo Grand Tour, in stile minimal e in versione concentrata, viene documentato da fotografie pubblicate a volontà su Instagram, in cui i due viaggiatori in stile hipster si ritraggono in piedi come due statue, di fronte ai vari scenari europei, da Istanbul a Londra, non troppo vicini né sorridenti, per evitare le solite immagini stereotipate dei turisti. I due futuri compagni di viaggio si conoscono su di un sito di incontri online e fanno subito scintille. Lui è molto più grande di lei: un bizzarro professore universitario, fresco di divorzio con una figlia piccola che vede ogni quindici giorni. E’ alle prese con stravaganti esperimenti per sfidare la società e vivere oltre le sue regole, che trova soffocanti. Per questo sta organizzando un esperimento: vivrà per un anno in un cassonetto della spazzatura, opportunamente riadattato per ospitare un single. Io viaggio leggera, Clara Bensen, 2016Un altro esperimento è quello che propone alla sua nuova amica Clara, partire senza bagaglio, con solo il vestito che si ha addosso e il cellulare. Lei, appena uscita da una brutta crisi esistenziale, che nel libro viene raccontata con una serie di flashback, si butta in questa esperienza che la porterà ad una sorta di epifania spirituale. Il tema è quello in gran voga del viaggio come ricerca di se stessi; a questo si aggiungono le romanticherie della storia appena iniziata (anche se i due vogliono sfuggire alle classiche definizioni ed alle strettoie di una coppia tradizionale) e il modo di viaggiare diverso, che va contro l’impostazione consumistica alla base della società moderna, senza hotel, senza prenotazioni e itinerari prestabiliti. Questa intrigante ribellione alle regole sociali, però, si realizza a mio parere con una contraddizione di base; i due infatti partono senza vestiti, ma con cellulari ben funzionanti per testimoniare l’esperimento, utilizzando quindi uno degli oggetti simbolo della società dei consumi. Mi riesce inoltre difficile credere alla forza dirompente che questo viaggio (una sfaticata di 21 giorni che i due, sfiniti, abbreviano rispetto ai programmi) ha sulla psiche dell’autrice, così come alla storia con Jeff, il protagonista maschile che si comporta tutto il tempo come un ragazzino in cerca di attenzioni, più che come un uomo che aspira ad un’esistenza meno superficiale e alternativa. Come sopportare un tizio di mezz’età che stende le sue mutande ad asciugare davanti al Partenone pieno di turisti o che s’infila una felpa sporca trovata su di una panchina? Ma gli occhi di Clara, vuoi per ragioni romanzesche (e di vendita), vuoi per la classica idealizzazione amorosa, lo continuano a vedere come un affascinante paladino dell’estroversione e dell’anticonformismo….Clara Bensen e Jeff Wilson in una delle foto-simbolo durante il viaggio no-baggage La scrittura della Bensen tuttavia è fresca e scorre piacevolmente, pagina dopo pagina, con qualche metafora azzeccata e molta semplicità. Il racconto del viaggio si sviluppa come un diario in prima persona e, attraverso le parole della protagonista, possiamo rivivere quelle giornate frenetiche e pazze in giro per l’Europa, mentre lei, tra un autostop e una notte di CouchSurfing, continua a riflettere sulle tematiche esistenziali che ne hanno provocato la crisi negli anni precedenti.

Il fatto di trovare questo libro non nella sezione viaggi della mia libreria, bensì in quella narrativa, pericolosamente vicina ai romanzi rosa e girly, doveva mettermi sull’attenti….come da copione, la rinascita spirituale della protagonista infatti si deve sempre accompagnare ad un nuovo e felice rapporto di coppia, che alla fine si rivelerà piuttosto tradizionale…in fondo Cenerentola e Biancaneve si vendono sempre, anche se il principe azzurro in questo caso indossa pantaloni color ciliegia!

 

Io viaggio leggera

Clara Bensen

2016, Rizzoli

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