Mondo via terra, Eddy Cattaneo

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita…

Inferno, Dante Alighieri

E se ritrovassimo quella via perdendoci intorno al mondo? Capita che a quarant’anni ci si senta smarriti, incerti sul da farsi. Molti si avvolgono nel bozzolo delle loro piccole, tremolanti, certezze: casa, figli, conto in banca….Alcuni invece percepiscono la pressione eccessiva di queste scelte “obbligate” e decidono di spezzare ogni legame, in un modo o nell’altro. Eddy Cattaneo, ingegnere ambientale alla mitica soglia dei 40, avrebbe potuto gestire come da copione la sua ansia interiore, trovandosi un’amante diciottenne e facendosi un bel po’ di debiti per acquistare una macchina sportiva.

Invece ha fatto qualcosa di diverso, andando oltre la crisi di mezza età e rinnovando completamente la sua vita: è andato a frugare nella parte più preziosa e segreta di sé, in quell’angolo di sogni e speranze che ci rimane dall’infanzia, pur seppellito dietro ad anni di delusioni. Lì, nel suo intimo, ha ripescato quel desiderio intenso e un po’ folle, un sogno che cova nella testa di molte persone e che pochi, pochissimi, mettono in pratica: fare il giro del mondo. C’è qualcosa di più stimolante ed avventuroso dell’esperienza di tracciare un circolo intorno al pianeta? C’è, ed è decidere di farlo in solitaria ed a passi lenti, via terra, senza mai salire su di un aereo.

Forse la cosa più difficile è l’inizio, tagliare i ponti con la nostra quotidianità, a cominciare dal lavoro. Cattaneo ha il coraggio di farlo e possiamo immaginare la reazione del boss davanti alla richiesta di un anno sabbatico per viaggiare. Ma non sarà questo no a fermarlo, lui che ormai è già con un piede sul cammino. Uno zaino da preparare, un saluto a parenti ed amici e poi via, sale sul pullman che lo porterà ad est: da Padova a Riga, tanto per iniziare. Lo attendono 467 giorni di viaggio, 34 paesi, 108.000 km. Da est a ovest, il mondo è lì, pronto per essere esplorato, passo dopo passo.

E poi succede, certo l’hai voluto tu, hai mosso le pedine, hai spezzato i fili, te la sei cercata me è come come se improvvisamente ti svegliassi dal coma, tutto prende forma, senti il cuore che pompa il sangue, il sangue che scorre nelle dita, le dita sul ferro del finestrino di un treno che ti sta portando via, ci sono i tuoi che ti stanno salutando […] tu agiti le mani ma non sai come sia successo, dove stai andando e cosa diavolo stai facendo, vorresti tornare indietro, fermare tutto, tirare il freno d’emergenza, saltare giù, dire che ti sei sbagliato, che, che non volevi, che avevi la febbre ma intanto la stazione è sparita..

Mondo via terra, Eddy Cattaneo

Dopo incertezze iniziali, la paura e i ripensamenti, il viaggio prende corpo, e l’autore si gode la strada, km dopo km, senza più rimpianti o nostalgia. Con il viaggio Cattaneo perderà 15 kg e una decina di oggetti; tra i mezzi utilizzati per spostarsi ci saranno piedi, autostop, treno, bus, automobile, camion, tuk tuk, nave, calesse, canoa, elefante e cammello…

Quest’avventura in solitaria, a ritmo slow e costi low, tra ostelli e mezzi di fortuna, lo porterà a varcare soglie di case sconosciute, a vivere esperienze di ogni genere. Come lo stravagante matrimonio in Kyrgyzstan, una repubblica persa nell’Asia centrale o la festa di un villaggio animista del Burkina, in Africa, quando Cattaneo si troverà seduto in torno al fuoco a sorseggiare una strana bevanda al miglio in ciotole di zucca. La Russia,  la Cina, il Pakistan, l’India, il Nepal, la Malaysia, la Thailandia, il Brasile, l’Africa…Il suo è un diario di viaggio quotidiano, è un filo rosso che tende intorno al pianeta; da viaggiatore solitario, osserva e riporta tutto dal suo punto di vista, senza distrazioni, con una voce disincantata e generosa nel riportare i particolari che lo colpiscono.

Tuttavia, nonostante queste premesse positive, ho trovato qualche difficoltà a proseguire la lettura dopo le prime pagine. Il libro è piuttosto lungo e, nonostante il tema fosse appassionante, dopo poco ho perso l’entusiasmo. A mio parere, purtroppo, ci sono molte potenzialità inespresse nel racconto: il materiale era talmente interessante e cospicuo che forse Cattaneo ha faticato a farne una cernita e a distillarne l’essenza più autentica. In questo modo qualcosa è andato perso, anche perché l’impostazione umoristica e scanzonata a volte mi è apparsa come una posa, una forzatura.

Resta però lo straordinario coraggio di questa scelta,  quella di realizzare un sogno  e di portarlo a termine, un viaggio senza limiti di tempo e di spazio, che solo all’idea, mi fa respirare meglio, più a fondo….

In effetti penso che per difenderci da questa vita che, giorno dopo giorno, impercettibilmente ci appiattisce verso il basso, tra pensieri mediocri e frasi fatte, un viaggio intorno al mondo rappresenti la perfetta cura per ritrovare il gusto dell’esistenza ed un nuovo sguardo sul pianeta; forse dovrebbe prescrivercelo il dottore, al posto di ansiolitici e antidepressivi.

 

Mondo via terra

Eddy Cattaneo

2010, Feltrinelli

 

 

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