Ancora una volta all’aeroporto, a caccia d’avventure

Eccomi qui, ancora una volta all’aeroporto di Bologna. Un luogo esotico e familiare allo stesso tempo, la mia porta verso l’altrove. Questo che sta per iniziare, probabilmente, è l’ultimo viaggio dell’anno. Il 2016 mi ha vista a spasso per l’Europa, a correre dietro ad alcuni dei miei sogni. Solo poco prima che iniziasse questo lungo susseguirsi di giorni e stagioni che portano tutti la stessa targa -2016-, mi trovavo in Polonia, immersa nelle atmosfere natalizie della Città Vecchia di Cracovia. E’ stato in quell’occasione che ho incontrato l’ombra di Primo Levitra il filo spinato di Auschwitz e le Torrette di Guardia delle SS… Sullo sbocciare della primavera, il 2016 mi ha vista scalare l’Acropoli di Atene sotto un sole bruciante, sui passi di Socrate e delle candide vestali del Partenone. Qualche mese più tardi, mentre stava per scoppiare l’estate, questo strano anno mi ha sbirciata mentre mi lanciavo alla scoperta del grande Nord. Copenhagen e Malmö sono state le mie avventure scandinave, intense e rigeneranti come un temporale estivo. Lassù, accarezzata dai venti freddi dello stretto dell’Øresund, ho abbracciato il ricordo di Karen Blixen e del suo amore perduto. A luglio, il mio compleanno è stata la scusa per scappare in Slovenia ed immergermi nelle atmosfere effervescenti di Ljubljana. In questa terra che non avevo mai esplorato ho posato lo sguardo sulle creature fatali di Salgado (Genesis, una mostra fotografica eccezionale!) e sulla maestosità della natura, passeggiando tra le Gole di Vintgar. Poi a casa, tanto mare, tante letture, tanta serenità. Il 2016 poco dopo si prende una piccola rivincita, un po’ di sacrificio ci vuole, qualche sofferenza magari. E così inizia una lunga pausa (per i miei standard) dai viaggi; un nuovo lavoro (ok dovrei esserne felice con questa stramaledetta crisi economica!!), nuove responsabilità e antiche angosce che tornano alla carica. Solo un intermezzo poetico e pieno di nostalgia sulle tracce di Dino Campana a Faenza e Marradi mi darà un po’ di respiro. In questo ultimo scorcio d’autunno, dico stop per qualche giorno a quella che è subito diventata una routine, che mi fa sentire alienata come un povero criceto che corre a vuoto sulla ruota della sua gabbia.

Dunque riprendo in mano le redini del mio viaggio, della mia esistenza. Il lavoro è solo una parentesi, la vita vera per me è altro. E’ quella che vivo tra le pagine dei miei libri, tra le immagini dei film che amo, o tra la confusione di un aeroporto prima della partenza, piena di curiosità ed entusiasmo per le scoperte che mi attendono al di là di quel gate.  Mi godrò questa nuova esperienza, lasciando a casa ansie e frustrazioni, perché nella mia valigia proprio non c’è posto per loro. Tutto lo spazio del mio bagaglio è occupato dal desiderio di novità, d’avventura, dalla voglia infinita di bellezza. C’è un altro paese da scoprire, nuovo di zecca per me, altre strade da percorrere e panorami su cui sospirare. Volerò verso ovest, verso i sette colli ventosi e assolati di Lisbona. Cosa mi aspetterà laggiù? Il fado, gli azulejos, il grandioso spettacolo del fiume Tago….chissà! L’entusiasmo sale, anche se purtroppo sarà una visita breve. Eppure anche una briciola basterà a sfamarmi..  Ma ora …Shhhh…silenzio in sala, le luci si abbassano. Che l’avventura abbia inizio. 2016, stammi ancora a guardare!!

Lascia un commento