I mille volti di Lisbona

Seduta al tavolo della Caffetteria del Museo Gulbenkian, mi godo una macedonia sotto un tiepido sole. Stamattina ho avuto il primo vero assaggio di Lisbona con le peripezie del mitico tram 28, che mi ha portata su è giù per i labirinti dell’Alfama, e con un pranzo in una delle più belle piazze d’Europa, Praça do Comércio. Nel pomeriggio ho incrociato lo sguardo con Degas (un autoritratto da vero dandy) e con le vergini preraffaellite al Museo Gulbenkian. Lisbona ha tante facce, impossibile non trovare un quartiere o un’attrazione che faccia al caso nostro quando la si visita. Può essere elegante e sofisticata quanto pittoresca: la grandeur del secondo Settecento si sfuma in modo sorprendente nelle atmosfere arabeggianti e mediterranee. Infine quei vecchi tram che sferragliano in giro per la città le regalano un fascino retrò a cui non si può resistere! Come al solito rimpiango il poco tempo che mi è concesso per scoprirla.

La città è un paradiso per il turista, perché si può girare in molti modi e facilmente; l’ideale è acquistare la tessera Viagem/Sete Colinas da 24 ore per 6 euro. Tram, metro, funicolari.. si ha solo l’imbarazzo della scelta. Infine una nota sulla gente: i portoghesi sono molto carini (quelli giovani!) e sorridenti. La lingua portoghese ti scivola morbida nelle orecchie, tanto che non smetteresti mai di ascoltarla. Per ora non ho trovato in loro tracce della famosa saudade portoghese, quella particolare malinconia che sembra impadronirsi spesso di questo popolo. Forse sarà perché c’è il sole e sembra primavera: con questo tempo delizioso non è possibile nessuna nostalgia, neanche ascoltando le melodie del fado

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