Scoprire Lisbona sui tram #1: ad Alfama con il tram 28

Sul tram, indietro nel tempo

Un viaggio a Lisbona non può definirsi tale senza un giretto su uno dei suoi storici tram, perché permette di comprendere appieno l’essenza della vita lisbonese e di godere dei suoi più bei panorami. La capitale del Portogallo è distribuita su sette colli, in un estenuante susseguirsi di ripide salite e discese mozzafiato. Anche per questo il tram ha avuto grossa fortuna nella storia cittadina, per aiutare le gambe stanche di tante fatiche. Inoltre, salendo su questi gioiellini vintage dal guscio giallo e dal cuore di legno lucido, sembra di ritornare indietro nel tempo.

E’ facile immaginarsi nella Lisbona della prima metà del Novecento; come faceva il poeta Fernando Pessoa, si può salire sui tram e, di qui, godersi la vista dai finestrini mentre il mezzo sferraglia sui binari, per poi scendere dove più ci aggrada e dedicarci a lunghe passeggiate a piedi. Comprate la vostra carta Viva Viagem con tariffa giornaliera da 6 € ( più 0,50 € di acquisto della carta) e per la durata di 24 h e sarete liberi di scorrazzare per Lisbona sui mezzi pubblici. Il ticket singolo non è molto conveniente: 2,85 €. Potete acquistare la vostra carta nei punti vendita Carris o ai distributori automatici nelle fermate della metro.

In un paio di articoli cercherò di darvi un’idea di ciò che vi aspetta: i percorsi su alcune delle linee più famose, che effettuano tragitti panoramici all’interno della città. Parto dal più celebre, il tram n. 28.

Il Tram 28

E’ il tram storico più pubblicizzato e quindi, purtroppo, il più assediato dai turisti. Per approfittarne in modo soddisfacente avete un’unica scelta: alzarvi molto presto, mentre gli altri viaggiatori dormono ancora. Solo così vi godrete in santa pace il tragitto nelle zone più pittoresche della città, senza il pericolo di essere pigiati contro i finestrini, mentre un ladro cerca di sfilarvi il portafoglio dalla borsa (i furti su questa linea raggiungono livelli allarmanti: attenzione!).

Il mitico viaggio inizia a Martim Moniz davanti all’hotel Mundial, poco lontano dalla vivace piazza del Rossio, per terminare nella calma silenziosa del Cemitério dos Prazeres, all’interno del quartiere borghese del Campo de Ourique.

Salite dunque a bordo del tram 28 a Martim Moniz, fermata che prende il nome da un valoroso cavaliere che sacrificò la sua vita per espugnare il Castelo de São Jorge dalle mani dei Mori. Sedetevi sulla sinistra nel senso di marcia; il vecchio tram parte sferragliando, per attraversare l’Alfama, Baixa, Chiado, Estrela e Campo de Ourique in un percorso fantastico, in bilico tra presente e passato, che durerà circa un’oretta.

Ci si avvia e subito il tram compie una curva secca a destra: inizia la salita sulla collina di Graça, quartiere popolare dove si ammirano edifici dall’aria vissuta. Qua e là spuntano come fiori in un campo gli azulejos, le tipiche piastrelle di maiolica che decorano case e palazzi di Lisbona; sono rovinati dal tempo, per questo ancora più affascinanti. Giunti alla vetta della collina, c’è un magnifico panorama da ammirare se si scende dal tram; ma il tragitto continua e si scende nella rua da Voz do Operario.

Sulla sinistra ecco apparire il monastero di Sao Vincente de Fora, poi il tram viene inghiottito da viottoli sempre più stretti e labirintici, tanto che si trattiene il respiro: ma come farà a passarci?? Una piccola salita, una larga curva a sinistra, e si sbuca finalmente in uno spiazzo pieno di luce e di colori: siamo arrivati a Largo das Porta do Sol.

Una vista magnifica si apre sui tetti dell’Alfama, antico quartiere di pescatori e operai; tra le sue strette vie si trovano bettole in cui bere il gingija, vecchi edifici ricoperti di azulejos e panni che sventolano appesi fuori dalle finestre. Il fiume Tago scintilla sotto al sole (è talmente vasto da confondersi con il mare), così come i muri dei palazzi dipinti a tonalità vivaci, mentre la statua di San Vincenzo veglia sul viavai della piazza. Sulla sinistra si può ammirare il Pantheon, riconoscibile dalla cupola. Vicino al Largo das Porta do Sol c’è il Miradouro de Santa Luzia, uno dei belvedere più amati della città. Dalla sua terrazza, poggiante sui muri arabi, si gode di una vista superba e d’estate si è avvolti dalla fioritura di buganvillee.

Il tram ora imbocca una lunga discesa, che ripercorre l’asse principale della Lisbona romana. Eccoci passare accanto alla cattedrale della città, il Sé Patriarcal. Le sue pietre dorate furono innalzate intorno al XII secolo al posto della grande moschea dei Mori, per celebrare il trionfo della Riconquista. Dopo una doppia curva ad S, appare la statua di S.Antonio e la sua chiesa, poi il 28 gira a sinistra dove si ammira la chiesa di S.Maddalena e il suo portale in stile manuelino.

La Baixa accoglie ora il nostro tram, per ridarci fiato dopo i labirinti dell’Alfama. Ci troviamo nel quartiere centrale e pianeggiante, ricostruito dopo il terremoto del 1755 e strutturato con viali ordinati e rettilinei. Rua da Conceicao, con le sue vecchie mercerie, è tagliata dalla rinomata rua Augusta, dove spicca a sinistra il grande arco trionfale.

Ma il tram 28 non si ferma e si getta impavido tra le vie del Chiado, uno dei quartieri più alti di Lisbona; aprite bene gli occhi perché questo è il luogo della bohème letteraria della Lisbona novecentesca. Qui potrete incontrare Pessoa seduto al caffè: A Brasileira era uno dei suoi locali preferiti e i gestori hanno voluto omaggiarlo con una statua. La piazza Luís Vaz de Camões accoglie al suo centro la scultura del poeta omonimo, meno fotografata di quella precedente. Questo luogo fu uno dei teatri della rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974, che riporto la libertà alla città dopo la dittatura di Salazar.

Dopo una piccola salita si intravede la funicolare da Bica sulla sinistra, pronta per una ascesa vertiginosa. Il tram discende ancora, tra le scosse, zigzagando tra i vecchi negozi del quartiere di Alto de Santa Catarina; in seguito si risale, passando davanti all’Assemblea nazionale (sulla destra). Poi un altra preziosa immagine da cartolina, la famosa Basilica de Estrela e, davanti, il giardino omonimo, il secondo polmone verde della capitale.

Estrela è anche il nome del quartiere dove stiamo passando, che si trova nella parte occidentale della vecchia Lisbona. Un’ultima salita e il tram gira a sinistra; per un attimo occhieggia dai finestrini la facciata decorata di una macelleria, poi, sulla destra sfila l’ennesima chiesa, la bianca Santo Condestável. Eccoci arrivati al Cemitério dos Prazeres. Un bel respiro profondo, dopo tante emozioni, e si scende dal tram. Un giretto a piedi nella quiete del cimitero ci sta tutto, tanto più che è un luogo molto gradevole, che ospita all’ombra dei suoi pini alcune delle personalità più influenti della storia di Lisbona. Nella parte sud del cimitero si gode di una vista magnifica sul Tago e sul Ponte 25 de Abril. Per ritornare verso il centro si può salire sul tram n. 25, decisamente meno turistico.

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