Scoprire Lisbona sui tram #2: a Bélem con il tram 15

Dopo il mio primo articolo dedicato al tram 28, proseguo la mia piccola guida ai tram di Lisbona con il numero 15E.  E’ meno famoso del precedente, ma devo confessare che il suo percorso mi ha davvero intrigata, sarà perché amo i panorami d’acqua e le atmosfere post-industriali.

Anche questo tram è molto frequentato, anche se non per l’itinerario in sé -pur bellissimo-, ma per la meta finale, uno dei luoghi più celebri e ammirati di Lisbona. Il tragitto si svolge sotto il segno dell’acqua; un viaggio di trenta minuti che parte dal centro di Lisbona, nel cuore della Baixa pombalina e giunge fino a Bélem. Dal quartiere basso della città, che fu invaso dalle acque durante il terremoto del 1755, si procede verso ovest, lungo la scia azzurra del Tago; con il fiume che brilla sotto al sole, occhieggiando tra un edificio e l’altro, si raggiunge il quartiere di Bélem, un luogo carico di forza simbolica che è legato alla gloriosa epoca delle Grandi Scoperte. La partenza del 15 si trova nella trafficata Praça da Figueira; si potrà salire a bordo del tram nella versione vintage del XX secolo o in quella più moderna, a seconda di quello che passa. Sediamoci dunque a sinistra nel senso di marcia: via, si parte!

Il tram s’incammina deciso, sferragliando verso ovest; una prima curva a destra ci introduce nella lunghissima rua dos Fanqueiros, una strada commerciale e vivace, che un tempo ospitava i mercanti di lana. Una seconda virata a destra svela in tutto il suo fulgore la Praça do Comércio con i suoi portici giallo acceso e la statua di Re José I sul suo destriero.

L’atmosfera è piena di magnificenza, degna di una grande capitale europea. Il Tago si affaccia sulla piazza, tra i voli dei gabbiani; a destra ci sono la famosa Rua Augusta e l’Arco di Trionfo, disposti in un’elegante simmetria. La piazza successiva è Praça Do Municipio, dove spicca il palazzo del comune in stile neoclassico. Nel frattempo, ogni volta che le porte del tram si aprono, cigolando, salgono a bordo sempre più passeggeri: per fortuna che vi siete seduti all’inizio del percorso!

Alla fine della strada c’è la stazione di Cais do Sodré, che collega i trasporti di terra con quelli del fiume. All’altro lato appare invece il maestoso edificio del Mercado da Ribeira, con la sua cupola e l’orologio. Nel food market più apprezzato di Lisbona si possono trovare i prodotti tradizionali dei mercati, come frutta, ortaggi e fiori; inoltre, un’intera ala è riservata alla migliore gastronomia portoghese. Qui troverete prodotti da acquistare come souvenirs, – pesce in scatola, vini, cioccolata – e molti ristoranti in cui sperimentare il meglio della cucina portoghese. Ma il tram non ha tempo per pause golose e continua la sua corsa. Dal lato del fiume ecco apparire il cantiere navale di Cacilhas; sulla sponda opposta si fa notare la sagoma del Cristo Rei, un gigante buono che sorveglia dall’alto dei suoi 28 mt la città. Ora si corre lungo la collina dell’Alto de Santa Catarina e i quartieri di Mandragoa e di Lapa. Voilà sulla destra, si profila il Museu Nacional de Arte Antiga, dipinto nei colori luminosi tipici di questa città, giallo sole e bianco panna, e sormontato da un tetto di coppi. Il museo è ospitato nell’antico palazzo dei conti di Alvor e la sua collezione è vasta ed eterogenea: dall’arte europea a quella portoghese, fino alle arti applicate. Ampio spazio è dedicato all’Africa e all’Oriente, a testimoniare la reciproca influenza tra il Portogallo e le sue colonie.

Per approfondire maggiormente la fase coloniale, poco più in là  c’è il Museo de Oriente, che testimonia l’esperienza portoghese in Asia ed è ospitato nelle vecchie celle frigorifere destinate alla conservazione del pesce: ottimo esempio di riconversione industriale. Il tram ora va a tutta birra, infilandosi deciso ad Alcântara, il cui nome riecheggia i tempi della dominazione araba. Attraversiamo l’antico quartiere industriale, lasciando la via ferrata per passare sotto il ponte 25 de Abril. Sospeso sull’estuario del fiume Tago, il ponte venne costruito dall’American Bridge Company, la stessa compagnia che si occupò della costruzione del famoso Golden Gate Bridge di San Francisco, al quale il ponte 25 de Abril è ispirato.

L’immensa struttura d’acciaio, dipinta di un rosso corallo, brilla sotto al sole che accende i contrasti dei colori: il ponte è veramente bellissimo e imponente! Continuiamo a guardarci intorno: questa è un zona all’avanguardia, nata come sobborgo residenziale e agricolo. Nel XIX secolo si è trasformato in centro industriale e oggi conserva ancora tutto il fascino di quell’epoca; la sera nella zona dei docas si accendono le luci della movida, tra pub e discoteche.

Il nome della rua da Junqueira ricorda i tempi in cui qui si trovavano foreste di giunchi; più tardi, dopo il terremoto, questa fu una zona molto ambita dai nobili, che vi costruirono per tutto l’Ottocento i loro palazzi. Sfila sotto il nostro sguardo qualche casa borghese attorniata da un giardino curato; altre, invece, mostrano i segni del tempo.

Sulla riva del Tago, si trova il Maat, che segna l’ingresso al quartiere di Bélem. Il Museo di arte architettura e tecnologia riunisce due edifici: uno, nuovo fiammante ed avveniristico, è interamente ricoperto di piastrelle tridimensionali smaltate; l’altro appare come un maestoso castello di mattoni. Il secondo è stato appena restaurato: si tratta dell’antica Centrale termoelettrica Tejo, costruita nella prima metà del Novecento. Continuiamo la nostra corsa; sulla sinistra il fiume occhieggia per un momento, brillando di riflessi.  

Ecco un altro museo interessante, il Museu Nacional dos Coches, con la migliore collezione di carrozze d’Europa, e il Palacio de Bélem; gli edifici fronteggiano la statua di Alfonso de Albuquerque, primo viceré delle Indie, e il suo parco nella piazza omonima.

Il tram continua a svelarci nella sua corsa panorami mozzafiato in un fantastico crescendo; finalmente sfila sulla destra un edificio immenso e pittoresco, realizzato in una pietra chiara che si arabesca intorno a porte e cornicioni come un prezioso merletto. Si tratta del famoso Mosteiro dos Jerónimos, un complesso religioso degno dell’opulenza raggiunta all’epoca delle Scoperte. Voluto da Manuel I dopo il rientro di Vasco da Gama dal suo viaggio in India, è un capolavoro dell’elaborato stile manuelino. Nella stessa zona si trova il Centro Culturale di Bélem, il più completo e importante del Portogallo; al suo interno, nel Museu Coleção Berardo, si possono ammirare i capolavori di Picasso, Miró, Bacon, Dalí, Lichtenstein e molti altri mostri sacri dell’arte contemporanea e moderna.

Di fronte, sul lungofiume, si trova un monumento che celebra l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Enrico il Navigatore, il Padrão dos Descobrimentos, che purtroppo al momento della mia visita era in restauro. Fu voluto dal dittatore Salazar nel 1960 per ricordare le scoperte dei navigatori portoghesi tra XV e XVI secolo ed ha la forma di una caravella protesa sul Tago.

Vi sono raffigurati grandi avventurieri, cartografi e re che hanno contribuito alle spedizioni epiche di quegli anni. Una passeggiata in questa zona regala molte emozioni e punti di vista interessanti. A colpire lo sguardo sono gli edifici industriali colorati disposti lungo la strada: uno di essi è l’ex laboratorio dello scultore Lagoa Henriques (1923-2009), e si trova nella rua omonima: si tratta dell’artista che ha realizzato la statua più fotografata di Lisbona, quella che ritrae il poeta Fernando Pessoa al Caffè A Brasileira. L’atelier è stato ristrutturato e destinato a spazio espositivo per artisti locali e stranieri e ora si chiama Avenida Gallery of India

Poco più in là si trova il luogo dove le famose caravelle degli esploratori partivano verso terre sconosciute: la Torre di Bélem. Sembra uscita da una favola, questa costruzione di pietra che fonde il poderoso aspetto di una fortezza con la sacralità di una chiesa. Si protende solitaria sulla foce del Tago, come un’antica torre di vedetta. Da qui la Vergine di Bélem, con il suo bambino in braccio, getta lo sguardo oltre l’orizzonte d’acqua, lontano, verso il nuovo mondo. Questa Madonna di pietra, vecchia di cinque secoli, dopo aver benedetto le rotte degli esploratori portoghesi, continua a vegliare anche sui viaggiatori moderni che la vengono a trovare ogni giorno.

A questo punto, siamo alla fine del tragitto; consiglio di scendere e visitare la torre. Dopo, potete godervi una passeggiata sullo splendido lungofiume fino al monastero, altra visita imperdibile. Poi, una pausa golosa alla Confeteria Pastéis de Bélem, per approfittare dei tradizionali dolcetti alla crema; è a due passi dal monastero. La fermata del tram Bélem si trova qui; potete tornare verso il centro sempre con il 15, sedendovi dall’altro lato del mezzo, che vi regalerà un nuovo punto di vista con qualche bella immagine, piena di colori: gli azulejos che decorano edifici e fontane e un’occhiata in lontananza ai cipressi del Cemitério dos Prazeres (in alto a sinistra, dopo il passaggio sotto al ponte 25 de Abril).

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