Diana, Her Fashion Story

La storia di una persona si può raccontare in molti modi; uno di questi è attraverso i suoi vestiti, quelli che ha indossato durante tutto l’arco della sua vita. Un approccio inconsueto, ma rivelatore: lo stile d’abbigliamento ci parla del modo di vivere e della percezione di sé, svelando dettagli intimi, che vanno oltre la storia del costume. Ciò vale specialmente per le donne, perché, ammettiamolo, la moda femminile è sempre stata più fantasiosa e ispirata di quella maschile. Al Kensington Palace di Londra si racconta, proprio attraverso gli abiti, una delle biografie più interessanti e note della storia inglese: quella di Lady Diana (Sandringham, 1961 – Parigi, 1997), icona di stile degli anni Ottanta e Novanta.

L’esposizione, intitolata Diana, Her Fashion Story (27 febbraio 2017-28 febbraio 2018) era stata inaugurata nel 2017, a 20 anni dalla tragica morte della Principessa del Galles; sono riuscita a visitarla durante il mio recente soggiorno londinese. Ad ospitarla è il palazzo di Kensington, dove Diana ha vissuto fin dai tempi del suo matrimonio con il Principe Carlo; se l’edificio non appare lussuoso quanto ci si aspetterebbe da una residenza reale, in compenso può vantare una posizione scenografica nel verde di Hyde Park, davanti ai giardini omonimi (Kensington Gardens). In questa elegante e austera cornice nacque la Regina Vittoria (1819-1901), che abitò a Kensington Palace sino alla sua incoronazione. Ancora oggi una sezione dell’edificio funge da residenza al Principe William e alla sua famiglia, zona che ovviamente non è aperta alle visite.

Diana Spencer, originaria del Norfolk e appartenente ad una delle più antiche e nobili famiglie del Regno Unito, giunse all’attenzione dei media solo quando il Principe Carlo, erede al trono d’Inghilterra, iniziò a frequentarla. Nonostante il ceto elevato, fino ad allora era stata una ragazza “normale”, con uno stile d’abbigliamento semplice, forse anche un po’ dimesso; lo possiamo notare osservando uno dei capi in mostra, l’abito da sera che indossò per la sua presentazione in società. Niente di particolarmente elaborato, nessuna grande firma, solo un abitino in merletto di nylon azzurro con applicazioni di velluto; un modello arricchito di balze e rouches, in pieno stile Seventies.

In seguito al consolidarsi del suo rapporto con Carlo, dal fidanzamento al matrimonio, Diana dovette imparare in fretta le regole dell’alta moda legata alla diplomazia; iniziò dunque a rivolgersi agli stilisti per adottare il look giusto.
Gli abiti richiesti dalle varie occasioni – cene, serate di gala, cerimonie, visite ufficiali – iniziarono a rispecchiare la sua nuova vita, in un crescendo di eleganza e glamour che l’avrebbe portata a diventare una vera maestra di stile.
I vestiti in esposizione, firmati soprattutto da stilisti inglesi, sono autentiche opere d’arte,  spesso disegnate appositamente per lei e rifinite nel minimo dettaglio. Raccontano una vita fatta di viaggi, di incontri mondani, di impegni diplomatici, sempre sotto ai riflettori. All’interno delle vetrine, a ciascun vestito corrisponde un pannello con didascalia, che mostra una foto dello stesso abito indossato dalla Principessa; devo ammettere che fanno un certo effetto, anche se li ha portati solo una volta!

I modelli sono delle fogge più diverse: dal vestito romantico in pieno stile Cenerentola, una nuvola di satin rosa che la Principessa de Galles ha indossato in un ritratto ufficiale con il marito nel 1987, fino al completo sportivo di tweed marrone, sfoggiato durante la sua luna di miele nel Castello di Balmoral in Scozia.

Nel percorso di mostra gli anni Ottanta s’impongono allo sguardo, tra lustrini e colori sgargianti. Si distingue, per il suo stile senza tempo, il meraviglioso abito disegnato dalla stilista inglese Catherine Walker nel 1986 e sfoggiato dalla principessa nella sua visita ufficiale in Arabia Saudita. L’abito in seta color crema possiede un lungo strascico, impreziosito da una cascata di paillettes che disegnano le sagome dei falchi, gli uccelli nazionali dell’Arabia Saudita.

Il long dress a sirena nero, essenziale e allo stesso tempo di grande effetto, viene ricordato per particolare occasione in cui fu indossato: un invito alla Casa Bianca del 1985, serata in cui la Principessa fu immortalata mentre danzava con John Travolta.
In barba a tutti gli stilisti inglesi presenti, però, con un certo orgoglio sottolineo che il favoloso abito-simbolo della mostra è quello disegnato da Gianni Versace. Gli italiani, quanto a stile, non sono secondi a nessuno!

Questo vestito aderentissimo, azzurro ghiaccio ricamato di perle su tutta la lunghezza, celebra il fascino della Principessa del Galles, consacrandola come una un’autentica diva; sono ormai lontani i tempi in cui Diana era solo una semplice ragazza inglese, il viso fresco e pieno, illuminato da uno sguardo ingenuo.

L’abito di Versace, climax del racconto espositivo, rimanda ad una donna all’apice della consapevolezza di sé: affascinante, atletica, sofisticata. Una bellezza costruita, pianificata per le copertine di tutto il mondo. Per molti la vera Lady D è questa. A me invece piace ricordarla com’era all’inizio. Forse allora in lei c’era meno stile, meno eleganza, tuttavia la sua dolcezza e l’aria timida la rendevano un perfetto esempio di English Rose. Ancora nessun divorzio, nessun pettegolezzo, nessun paparazzo nel suo orizzonte… solo lei, Diana Spencer e un futuro tutto da scrivere.

Kensington Palace

Kensington Gardens, W8 4PX Londra, Regno Unito

Orari: 

Inverno (1 novembre-28 febbraio): lunedì – domenica dalle 10:00 alle 16:00

Estate (1 marzo-31 ottobre): lunedì – domenica dalle 10: 00 alle 18:00

Chiuso: 24-26 dicembre

Biglietto:

Adulto (online): £ 15.50 (la mostra è compresa nel biglietto d’ingresso)

Bambino: gratis

Come raggiungere Kensington Palace:

Tube: fermata High Street Kensington
(District Line, Circle Line)

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