Modigliani alla Tate Modern

Resta meno di un mese per visitare la mostra “Modigliani” alla Tate Modern di Londra. Un’esposizione eccezionale, che consiglio non solo per la qualità e il numero di opere esposte, ma anche perché rappresenta un’ottima scusa per passare le prossime vacanze nella capitale inglese, dato che il termine della mostra è proprio il giorno di Pasquetta.

Si tratta della più ampia retrospettiva mai tenuta sul suolo britannico dell’artista livornese, comprendente un centinaio di opere tra dipinti e sculture. Il percorso di mostra è un vero e proprio viaggio nella vita e nell’opera di Amedeo Modigliani (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920), con due intensi autoritratti a segnarne la tappa iniziale e finale.

Nel primo il giovane artista si raffigura nella veste tragicomica di un Pierrot; siamo nel 1915 e Amedeo, che in Italia la famiglia chiama affettuosamente Dedo, si è già trasformato in Modì; un gioco di parole tra il diminutivo del suo cognome e l’aggettivo francese Maudit. L’artista da qualche anno si è trasferito a Parigi per dare una svolta alla sua carriera e trovare ispirazione nella strana fauna della Butte. Il carattere instabile e tormentato, sempre in bilico tra timidezza e spavalderia, dolcezza ed aggressività, lo porta ad esagerare con l’alcol.

Cinque anni dopo, lo ritroviamo in un’ immagine toccante, già alla fine dei suoi giorni, con il volto sfilato dalla tubercolosi, lo sguardo ormai lontano. Un Modigliani molto diverso da quello delle fotografie, il prototipo del bell’italiano, nel suo completo di velluto a coste e la sigaretta fumante tra le dita.

In mezzo ai due autoritratti, si snoda il racconto di Modigliani; attraverso le sue opere possiamo ripercorrere le sue amicizie, i luoghi che frequentava, le passioni della sua tormentata esistenza.

Una di queste era la scultura, che Amedeo dovette abbandonare a causa dei problemi respiratori. Alcune delle sue famose teste, realizzate prima della Grande Guerra, occupano un’intera sala, uno spazio in cui visitatore si sente soggiogato, quasi si trovasse al cospetto di qualcosa di sacro. Questi capolavori riflettono le varie influenze che Modigliani stava allora rielaborando: quelle della sua prima formazione, classica e italiana, e quelle moderne dell’esperienza parigina, in cui spiccava il richiamo per lArt Nègre.

Messa da parte la scultura, Modigliani si concentrò sui dipinti; ciò che lo intrigava era la figura umana. Ritraeva le persone importanti della sua vita, come uno dei suoi primi mecenati, Paul Guillaume, o i compagni di bevute, gli artisti e i poeti con cui condivideva l’esistenza bohémienne di Montmartre e Montparnasse: Picasso, Diego Rivera e Jean Cocteau.

Ma al centro del mondo dell’artista brillavano, regine incontrastate, le donne; nella sua produzione, una sfilata di bellezze algide e brune, con le quali Modigliani intrecciava relazioni che spesso andavano ben oltre il semplice rapporto tra pittore e modella.

Sono tante, tantissime. Trasfigurate dall’inconfondibile stile di Modigliani, appaiono come creature misteriose, il collo affusolato e lo sguardo inaccessibile; le masse dei corpi sostenute e raccolte da una linea pura e avvolgente. Molte di loro sono state dimenticate, e ne resta solo il nome. Di altre invece sappiamo qualcosa di più. Ad esempio Elvira, detta la Quique, nota bellezza di Montmartre, o la scrittrice ed editrice inglese Beatrice Hastings, che visse una movimentata relazione con Modì tra il 1914 e il 1915. E’ su quest’ultima che si concentra l’attenzione della mostra, sottolineandone il ruolo di prim’ordine nel panorama artistico e letterario di quegli anni, oltre che quello di musa ispiratrice. Purtroppo anche a lei la vita riserverà un tragico destino; morirà suicida nel 1943.

Nella galleria principale si trova il famoso gruppo di 12 nudi della mostra parigina del 1917, per la prima volta esposto sul suolo britannico. I dipinti fecero scandalo perché erano ricchi di dettagli anatomici e le modelle giudicate…riconoscibili. Al giorno d’oggi quel pudore sembra esagerato, tanto da farci sorridere, tuttavia all’epoca provocò l’intervento della polizia che chiuse la mostra per “indecenza”.

E pensare che attualmente le stime di quelle stesse opere, un tempo così male accolte, raggiungono cifre da capogiro. La Belle Romaine, tanto per dirne una, nel 2010 fu battuta all’asta da Sotheby’s a New York per circa 70 milioni di euro.

Il percorso espositivo prosegue con il periodo trascorso nel Sud della Francia, dove il clima mite, si sperava, avrebbe giovato alla salute malferma del pittore. I colori si fanno luminosi, morbidi, tenui, e anche i soggetti cambiano, accogliendo persino i paesaggi, molto rari nella pittura di Modigliani.

Siamo ormai giunti al termine della breve parabola esistenziale dell’artista. Nell’ultima sala sono esposti i ritratti di coloro che erano più vicini al pittore, il commerciante e amico Léopold Zborowski e la sfortunata compagna di Modigliani, Jeanne Hébuterne.

Per lui Jeanne fu la donna più importante, colei che gli diede una figlia, e che lui chiamava moglie, anche se il loro legame non fu mai ufficializzato; una giovane artista dalla bellezza misteriosa, come ci rivelano le fotografie dell’epoca. Alla morte del pittore, la ragazza, al nono mese di gravidanza, si gettò dalla finestra; la figlia, Jeanne Modigliani, sarà cresciuta in Italia dalla sorella di Amedeo, Margherita.

Modigliani in 3 D

La mostra, in linea con l’approccio innovativo della Tate Gallery, è arricchita di un’esperienza originale ed emozionante; nella sala “The Ochre Atelier”, grazie alla realtà virtuale, infatti è possibile tornare al passato, nella Parigi del Primo Novecento.

Seduti su di una sedia e indossato il visore elettronico, d’un tratto ci si ritrova nello studio del pittore, così com’era in Rue de la Grande Chaumière, a Montparnasse: il cavalletto, le tele appoggiate alle pareti, il soffitto malandato che gocciola per l’umidità. C’è persino una sigaretta accesa, appoggiata distrattamente su un tavolino…sembra proprio che Modigliani debba fare ritorno da un momento all’altro! L’esperienza è molto suggestiva e coinvolgente, una visione a 360 gradi dell’ultimo atelier dell’artista, ricostruito interamente con la grafica tridimensionale.

L’accurata riproduzione, frutto di un lavoro d’équipe durato 5 mesi, è stata possibile ricorrendo allo studio di fotografie e testimonianze d’epoca e al contributo di esperti storici dell’arte. La realizzazione tecnica è stata affidata dal museo inglese a Preloaded, uno studio affermato nel campo dei videogiochi istruttivi e della realtà virtuale. L’esperimento è perfettamente riuscito, da solo vale il biglietto aereo per Londra!

Modigliani (23 novembre 2017-2 aprile 2018)

Tate Modern

Bankside, London SE1 9TG

Orari:

Domenica a giovedì 10.00-18.00

Venerdì a Sabato 10.00-22.00

Biglietto d’ingresso:

Adulto: £ 19,70 (£ 17,70 senza donazione)

Senior: £ 18,70 ( £ 16,70 senza donazione)

Bambini fino ai 12 anni: gratuito (fino a quattro per adulto di famiglia)

Biglietti famiglia: (due adulti e due bambini 12-18 anni) disponibili per telefono o direttamente nel museo.

Come arrivare:

Tate Boat: collega ogni 40 minuti Tate Gallery e Tate Modern (durante le ore di aperture delle gallerie) con una fermata a Embankment.

Metro: fermate Blackfriars e Mansion House (Circle e District Line), di Soutwark (Jubilee Line) e di St Paul’s (Central Line); distano approssimativamente 10 minuti a piedi.

Bus:45, 63, 100, 344, 381 e RV1

 

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