Je vois le monde entier: in marcia verso l’Esposizione universale del 1889

Parigi, 1889: la capitale celebra in pompa magna il centenario della Rivoluzione francese con l’Esposizione Universale. La Tour Eiffel, costruita per l’evento, è un autentico inno alla modernità; la Galerie des Machines, in fondo al Champs de Mars, svela i prodigi delle nuove tecnologie. Poco più in là, sull’Esplanade des Invalides, si può fare un viaggio intorno al mondo grazie ai padiglioni delle colonie francesi e del ministero della Guerra.

Tra le migliaia di visitatori che accorrono a vedere tutte queste meraviglie, ce n’è uno particolarmente originale, il cui nome è sconosciuto alle masse: Paul Eugène Poinot . Umile operaio di provincia, il ragazzo all’epoca ha appena 17  anni; qualche settimana prima ha lasciato la sua casetta, in un piccolo villaggio sulla Mosa nei pressi di Bar-le-Duc, ed è partito a piedi per raggiungere la capitale. La sua sarà una grande avventura. Tre settimane di viaggio – di cui 8 giorni passati a Parigi- 570 km percorsi, 30,40 franchi il budget speso. Sul suo carnet il curioso Eugène annota con entusiasmo gli incontri fatti sulla strada, i paesi attraversati, le notti passate nei fienili, i pasti improvvisati staccando grappoli d’uva dagli alberi. In quattro giorni di cammino finalmente arriva a Parigi. Sembra quasi di vederlo, quel ragazzino un po’ stropicciato dal viaggio e pieno di stupore, mentre sgrana gli occhi davanti allo spettacolo della città moderna: gli omnibus, i grandi boulevards, la folla, i monumenti e, naturalmente, l’Esposizione universale, che gli consente di fare un periplo intorno al mondo, quello che aveva tanto sognato. In pochi giorni può finalmente visitare un pezzo di Finlandia, di Algeria e di Svizzera; può incontrare popolazioni esotiche, come i giavanesi o i senegalesi, ed assistere ad una festa giapponese. Visita anche la Galerie des Tableaux, dove sono esposti i quadri dei grandi pittori: è l’Angélus di Jean-François Millet l’opera che lo colpisce di più. Oltre all’Esposizione universale, Poinot non si fa scappare neanche un giro al musée de L’Armée e al Louvre. Niente male per uno che, probabilmente, non aveva mai messo piede fuori dal suo paesino.

La voce dell’autore è fresca e straordinariamente moderna: sa arrivare al lettore. Il resoconto di viaggio inedito, intitolato Je vois le monde entier, è stato pubblicato nel 2016 ed è una splendida, vivace testimonianza che ci arriva intatta dal passato. L’ho scovato per caso tra gli scaffali della libreria del Louvre, un gioiellino nascosto fondo alla sezione “Paris” . Sulla biografia dell’autore ho scoperto poche cose: visse dal 1872 al 1935 e lavorò come meccanico e macchinista ferroviario. Ha scritto altri resoconti di viaggio, ma questo è il primo romanzo pubblicato a suo nome.

Si tratta di un libricino leggero leggero, da leggere tutto d’un fiato… magari durante un viaggio a Parigi, proprio come ho fatto io, all’ombra degli alberi del Parc Monceau.

Je vois le monde entier

Paul Eugène Poinot

2016, Les éditions du Sonneur

(in lingua francese)

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